martedì 12 ottobre 2010

Kaz, ma dove sei finito?

Non pensavo di avere dei lettori a questo blog, ma li ho... mi hanno anche scritto per sapere perchè non vomitavo più cazzate qui sopra...

La realtà è che mi ero preso una pausa ("bloggare" è un che verbo schifoso... da 'wanna-be-giornalista') e... un amico mi ha chiesto di scrivere qualcosa per il suo blog... e così, cambiando, mi sono trasferito lì.

Se volete, mi trovate (in ottima compagnia) su Siamo Geek.

Kazuma

lunedì 12 luglio 2010

A Google Translate non piace Simona ?

Avevo "abbandonato" un po' questo blog, ma oggi non ho potuto fare a meno di riprenderlo in mano per raccontare questo piccolo gioiello dell'informatica Googliana.

1) Andate a questa pagina: http://www.google.com//language_tools;
2) nel box "Translate Text" scrivete "Grazie mille, Marco & Simona";
3) scegliete come lingue "Italian" e "English" (ossia dall'italiano all'inglese);
4) premete "Tranlate".

Sulla pagina che otterrete il risultato sarà quasi corretto, ossia un "Thank you, Mark & Simona" (si può disquisire sul perchè ha deciso di tradurre il nome Marco, ma va bene lo stesso).

Ora dove si trova il testo orginale, sostituite la "&" con una "e" (il testo diventerà ora "Grazie mille, Marco e Simona") e premete nuovamente "Translate"....

Il testo in basso cambierà e Simona, magicamente, diventerà "Barbara".

Ma non basta.

Sempre si trova il testo orginale, aggiungete un punto esclamativo ("!") alla fine (il testo diventerà ora "Grazie mille, Marco e Simona!") e premete nuovamente "Translate"...

E in questa nuova versione del testo tradotto Simona si trasformerà in "Monica".

"Simona" di tutto il mondo, non scoraggiatevi. Togliete la virgola e il vostro nome riapparirà immediatamente.


A parte la battuta finale... qualcuno mi può spiegare che cavolo succede?

lunedì 7 giugno 2010

Se tutti i virus fossero come il "berlesiano"...

Caro Soso,


non penso di averti mai scritto una lettera, probabilmente perchè a differenza di te, sin da piccolo ho sempre preferito la fredda tecnologia di una telefonata, più semplice e immediata. Tu, invece, preferivi scrivere e non solo con la macchina da scrivere. La tua esperienza e la tua storia ti hanno anche insegnato a disegnare, a progettare, cosa che io faccio ma in modi totalmente diversi. Io ho ereditato una parte della tua tenacia e della tua perseveranza, ma indubbiamente non la tua pazienza. Eppure nonostante queste ed altre differenze, tu sei sempre il mio "Soso", quel nonno da cui correvo immediatamente quando arrivavo a Sabaudia, che aiutavo ad aprire il laboratorio per guardare con curiosa ammirazione quello che riuscivi a fare là dentro.
Non ho mai condiviso con te, però, quella tua incredibile passione che ti portava a cercare le tue radici, a lavorare sul tuo albero genealogico. Ho un vago ricordo di quando, felice, avevi annunciato alla Manù e alla Mami che Ezio ti aveva mandato un albero genealogico e che era simile al tuo... ma non sono mai riuscito a comprendere quanto tutto questo fosse importante per te. 
Fortunatamente altre persone lo hanno fatto.

Già... Soso... lo hanno fatto... hanno trasformato il tuo grande sogno in una fantastica realtà... hanno continuato a portare avanti ricerche, a fare incredibili scoperte e a collegare nomi e cognomi, riuscendo a costruire un albero genealogico semplicemente fantastico, anche dopo che te ne sei andato. Quelle straordinarie persone che parlavano delle origini del nome, che raccontavano aneddoti, che si muovevano negli anni citando nomi e luoghi, collegandoli in maniera così precisa lo hanno fatto con quella stessa tenacia e passione che avevi tu... spinti da quello che loro hanno chiamato, con immenso orgoglio, il "virus berlesiano".

E quel "virus" glielo hai inoculato tu, Soso... proprio tu, sin da quella tua visita all'inizio degli anni 70, quando bussasti alla porta di Ezio. Certo, gli anni e la tecnologia danno ora un grosso aiuto... ma senza la passione, la tenacia e l'amore per il cognome "Berlese" la tecnologia è nulla.

E' difficile per me descrivere le sensazioni e le emozioni che ho provato domenica partecipando al "1° Raduno dei Berlese" anzi, credo sia impossibile, perchè non c'è modo di far capire quanto sia immensamente bello vedere il sogno del proprio nonno che si avvera. E, allo stesso tempo, non può esserci alcun modo per descrivere la felicità e la gioia della Mami che sembrava camminare con te al suo fianco... ancora più orgogliosa (anche se non credo sia possibile) di essere tua figlia. Quel tuo "virus" che negli anni si è potenziato grazie a queste fantastiche persone, ha ridato alla Mami qualche anno di vita e le ha fatto trascorrere quella giornata che, forse, non avrebbe mai immaginato di poter vivere... come se fosse ancora una volta accanto a te.

Come ho scritto ieri sera su Facebook non ho trovato modo per ringraziare quello che queste straordinarie persone hanno fatto. Non so che parole usare, probabilmente non esistono nemmeno. Per questo motivo mi limito a dire loro, tutti loro, grazie. Non voglio scrivere i nomi, perchè me ne dimenticherei certamente qualcuno. Ma posso cermanete scrivere un cognome: Berlese.
Grazie, grazie dal profondo del mio cuore. E credo di poter parlare anche a nome tuo, Soso.


Ti voglio bene.
Pepe.

venerdì 14 maggio 2010

Consigliere della Provincia con auto rossa? Fai pena: Vergognati!

Su Facebook ho un album dove raccolgo un po' di scatti ai "migliori" parcheggi, quasi tutti a Milano e alcune di queste foto sono pure state oggetto di un post su 02Blog (l'unico blog di Blogo degno di un po' di attenzione, forse insieme a Polisblog).

Non me ne vogliano alcuni amici, ma tutte le foto all'interno di quell'album indiscutibili esempi di inciviltà e totale mancanza di rispetto. Io non fotografo soste vietate, ma fotografo le situazioni dove il parcheggio diventa un ostacolo alle persone che dovrebbero passare. Non sono foto di macchine in multa e basta... sono foto di macchine parcheggiate dal proprietario, fottendosene non solo delle regole, ma anche degli altri.

Ieri alla stazione BikeMi di Via Donizetti, angolo Monforte, mi sono trovato di fronte ad uno spettacolo assolutamente vergognoso. Tre macchine erano parcheggiate nella zona riservata alla stazione e due di queste mi hanno colpito in modo particolare. La prima, un SUV Mercedes che, con una logica tutta sua, ha deciso che avendo il permesso per andare sulle corsie preferenziali può permettersi di parcheggiare ovunque, tanto i poveretti che usano il BikeMi non sono degni di considerazioni. Ma il capolavoro è il secondo che con una macchinetta rossa dimostra di essere ancora più importante e potente del suo collega mononeuronico con il SUV e parcheggia il suo veicolo come se fosse una bicicletta... senza contare che così impedirà a 3 biciclette di essere "restituite". E per far capire che probabilmente è un leghista e ha pochissimi neuroni nel proprio cervello... lascia sul parabrezza un foglio con il logo della "Provincia di Milano" e la scritta "Consigliere".

Caro "Consigliere"... mi fai pena. 
E non fai pena solo a me, ma lo fai a tutte le persone che a differenza di te, hanno più di un neurone in testa. 
Fai pena a tutti quelli che, a differenza di te, hanno rispetto per le istituzioni che tu dovresti rappresentare. 
Fai pena a tutte le persone che, a differenza di te, rispettano le regole e che pensano che un loro rappresentante debba fare lo stesso e dare il buon esempio.
Fai pena perchè sei l'esempio cheil ruolo che ricopri lo sfrutti per fottertene degli altri.
Fai veramente pena.
Vergognati.

venerdì 7 maggio 2010

Sensi e Totti... vergognatevi voi prima di tutto.

Chi ha visto la finale di Coppa Italia del 5 Maggio non può non aver rispensato alle assurde affermazioni di una presidentessa che, all'indomani di Lazio-Inter e in maniera molto ipocrita, si permetteva di sputare sentenze moralistiche dicendo all'Inter che doveva vergognarsi di vincere in quel modo. Io, francamente, mi vergogno che Totti sia considerato una stella, una bandiera dello sport italiano, un "esempio per i bambini che va tutelato" (affermazione sempre della Sensi, nda) e che sia ambasciatore dell'Unicef per lo sport, nonostante lui non abbia la benchè minima idea di cosa significhi la parola "sportività".  E trovo ridicolo che questo personaggio sia il "capitano" della Roma... quando penso alla parola "capitano" mi viene in mente l'immagine di Zanetti, di Maldini o di Del Piero, calciatori che in campo non credo siamo mai caduti così in basso e non solo ieri sera, ma più volte nella loro carriera... sicuramente non come Totti che può vantare una galleria di sputi, pugni e calci, degna di un vero sportivo. Oltretutto il calcio a Balotelli non è altro che il gesto che l'arbitro ha visto perchè nel corso dei 45 minuti giocati il "simbolo da proteggere" (affermazione sempre della Sensi, nda) ha collezionato un fallo a palla lontanissima ai danni di Milito... un calcetto in testa a Thiago Motta che, in quel momento, era a terra per un brutto fallo ricevuto da Taddei e un altro calcetto in testa a Balotelli a terra a seguito del calcione sullo stinco da dietro, che è stata l'unica cosa vista dall'arbitro e che gli è costata l'espulsione.


Ci sono voluti 2 giorni per abbozzare uno pseudo "ho sbagliato" anche se le sue affermazioni, come riportate sui vari quotidiani sportivi (e non) sembrano più per sottolineare il dispiacere di avere pochi amici intorno, piuttosto che per ciò che è successo in partita... oltretutto fino ad allora non aveva chiesto scusa affermando "[...] sul campo non si riescono sempre a ignorare offese così pesanti alcune personali e altre dirette a infangare una città e un intero popolo. Soprattutto quando poi questi continui e costanti insulti provengono sempre dalla stessa persona [...]". Eppure, nel mondo dei maghi del labiale, nel mondo delle telecamere fisse sui giocatori a rischio non esiste alcuna ripresa in cui si vede Balotelli continuare a insultare Totti... e se quello che pare lui abbia detto ("sei un romano di merda") non mi pare che sia così "grave", considerando che sugli spalti si sente ben di peggio.

Certo, Totti non è l'unico macellaio della partita. Burdisso al 2' minuto entra con il piede a martello sulla coscia di Snejder che lascia il campo qualche minuto dopo... Oltretutto non viene nemmeno espulso nonostante nel corso del primo tempo fa altri 2 interventi degni di qualche cartellino... lo stesso vale per Perrotta che ammonito viene graziato da un arbitro incapace di arbitrare una partita del genere. Taddei non viene nemmeno ammonito per alcune sue entrate, compresa quella al fishiuo finale, stile Burdisso, al fischio finale su Muntari. E Mexes? Molla un pugno a Materazzi... si salva perchè Materazzi si butta a terra e inscena una pantomina degna di un Oscar... sono convinto che qualcuno ha pensato di chiamare un prete per dargli l'estrema unzione...

Peccato. Peccato davvero perchè la Roma, quest'anno, aveva dimostrato di essere una grande squadra di calcio... di essere l'unica rivale dell'Inter. Aveva saputo sul campo, ancora una volta, mettere cuore e orgoglio. Peccato. Della Roma rimarrà in mente la grande rimonta in campionato e la sistematica caccia all'interista di questa partita.

E forse, la Sensi e i moralisti spicci che tanto invocavano la "B" per la Lazio, dovrebbero essere, per una volta onesti con se stessi e vergognarsi anche di queste cose. Ma so che non lo faranno mai...

martedì 4 maggio 2010

Lazio - Inter... la fiera del moralismo spiccio

Due giorni dopo quella che il mondo calcistico moralista italiano ha chiamato la "partita-farsa" [Lazio-Inter 0-2, nda] vorrei cercare di darne una lettura differente. Già perchè credo che, come sempre accade in Italia quando si parla di calcio, si sia ampiamente esagerato e la cosa sia uscita da ogni possibile binario logico, buttando in un unico grosso calderone tutte le componenti di questa vicenda, mescolando e servendo poi un sano concentrato di moralismo, quello spiccio, che tanto piace agli opinionisti calcistici italiani, primo fra tutti tale Mughini.


Faccio una doverosa premessa: in campo è successo quello che è successo e se si escludono Muslera e Zarate, è stato piuttosto imbarazzante vedere i giocatori della Lazio "difendere la sconfitta" (le per citare la parole del grande Gigi Garanzini) e questo dovrebbe bastare, in un calcio serio, a far squillare un campanellino e far partire una indagine dell'ufficio inchiesta della Federazione.
Evito poi di commentare le uscite infelici di personaggi come Brocchi (giocatore della Lazio), Paolillo (Amministratore delegato dell'Inter) e Sensi (Presidente della Roma) i cui interventi erano tutti privi di senso e di cervello. Magari sarebbe stato meglio limitarsi all'imbarazzo degli altri dirigenti e giocatori dell'Inter.

Appurato questo lasciamo perdere ora tutto quello che è successo in campo, e guardiamo solo l'aspetto "del tifo". E per questo direi che la cosa più importante da sottolineare è la piazza dove tutto ciò è successo: Roma. Qui non si tratta di campanilismo, ma di realismo. Anche quest'anno il derby di ritorno è stato caratterizzato più dalla guerriglia fuori dallo stadio piuttosto che dagli episodi in campo o dalle frasi sul tono di "le coltellate si danno e si prendono, ma non lo si dice" pronunciate all'ospedale da un primate (non posso chiamarlo tifoso).
La piazza di Roma che, ricordo, fu quella dove i primati di entrambe le fazioni (ripeto, non riesco a chiamarli tifosi) riuscirono a far interrompere un derby riuscendo a convincere i giocatori che la polizia aveva ammazzato un bambino... il tutto nonostante il prefetto di persona avesse fatto trasmettere un messaggio dagli altoparlanti dello stadio smentendo la notizia.
In una piazza del genere, tutto sembra essere consentito. Nell'era moderna, in cui si limitano le trasferte per problemi di ordine pubblico, ai tifosi del Milan non è permesso andare a Genova per qualcosa accaduto nel 1992 (si, 18anni fa), ma ai tifosi della Roma e della Lazio, rei degli scontri di poche settimane fa è consentito andare tranquillamente in trasferta.
In una piazza del genere non riesco a trovare strano l'atteggiamento dei tifosi della Lazio. Parlo di una piazza dove la rivalità viene esasperata, dove la sfida tra Roma e Lazio diventa più importante del campionato e vincere il derby può avere molto più valore di uno scudetto. Parlo di una piazza dove il razzismo impera, razzismo verso il tifoso avversario ("i veri romani tifano roma, i provinciali tifano lazio" e via dicendo). Parlo di una piazza dove è difficile che le provocazioni non paghino dazio in qualche modo. Fu così per il famoso dito medio di Di Canio, è stato così per i pollici versi di Totti.

In una piazza del genere forse bisognerebbe piantarla di fare moralismo spiccio e parlare dei "valori dello sport e del tifo". Magari bisognerebbe anche accettare il fatto che chi va allo stadio, spendendo 50€ (se non di più)... magari può anche permettersi di fare quel cavolo che vuole. 

"Spettacolo indegno"? Sul campo posso anche essere d'accordo... ma sugli spalti no.
Lo spettacolo indegno è il tafferuglio.
Lo spettacolo indegno è il costante lancio di oggetti (a Milano hanno lanciato un motorino anni e anni fa ma se ne parla come se fosse successo ieri).
Lo spettacolo indegno è la guerriglia pre, durante e post partita.

Vedere persone che hanno pagato un biglietto a cifre non certo economiche e che espongono striscioni (tra l'altro nemmeno troppo offensivise se paragonati alla media) e fischiare i propri giocatori, esultare al gol della squadra avversaria non è uno spettacolo "indegno", al massimo poco sportivo, tanto quanto poco sportivo è prendere per il culo i tifosi ed i giocatori avversari. Solo che i giocatori sono pagati (stra-profumatamente) per essere leali e sportivi... il pubblico paga per andare a vedere uno spettacolo e civilmente può fare quel cavolo che vuole.

lunedì 3 maggio 2010

noi che... 10 anni di geocaching...

Alla mezzanotte del 1 Maggio 2000, in una delle poche cose intelligenti fatte dall'amministrazione Clinton, veniva rimosso il "selective availability", dando indirettamente vita al geocaching. Dieci anni dopo in tutto il mondo si sono svolti una serie di eventi per festeggiare questa ricorrenza. Io sono andato solo a quello di Pavia ed ecco come ho commentato questa esperienza...

Questo event era per noi...
per noi che... quando ci svegliamo alla mattina guardiamo subito se sul percorso per andare al lavoro è stato nascosto un nuovo cache...
per noi che... programmiamo i weekend in base a dove si trovano i cache ancora da trovare...
per noi che... preferiamo una notte in un albergo piuttosto che una borsa o capo di abbigliamento nuovo...
per noi che... nella borsa abbiamo sempre un cache pronto perchè 'non si sa mai'...
per noi che... agli eventi ci andiamo sempre nonostante i partecipanti, perchè comunque si è sempre tra amici...
per noi che... quando andiamo in giro ammiriamo le bellezze e immaginiamo dove si può nascondere un cache per farle conoscere anche agli altri...
per noi che... pur di fare un FTF siamo disposti a tutto, anche a barare un po'...
per noi che... rischiamo di arrivare in ritardo a qualche appuntamento perchè 'sulla strada c'è un cache'...
per noi che... ci sentiamo ancora bambini e quando troviamo il cache abbiamo il cuore che un po' ci batte...
per noi che... siamo disposti a ripassare materie scolastiche pur di risolvere un multicache o un mistery...
per noi che... quando non abbiamo un GPS ci sentiamo nudi...
per noi che... che siamo Geocacher... e ce ne vantiamo.




ps: se volete qualche informazione in più sul geocaching in italiano, scrivetemi o visitate il sito ufficiale italiano www.geocaching-italia.comhttp://www.geocaching-italia.com.

venerdì 30 aprile 2010

Ma Aldo Grasso crede di essere Dio

30 Aprile 2010, Aldo Grasso è autore di un "editoriale" dal titolo "Fabio Caressa crede di essere Messi"... e proprio dopo averlo letto ho scelto il titolo di questo post.

Lo so, chi fa il critico televisivo spesso cade nell'atteggiamento del Dio che giudica i buoni e i cattivi, soprattutto chi questo lavoro lo fa bene, molto bene. Aldo Grasso appartiene a questa categoria, è un grandissimo critico e forse, proprio per questo, ogni tanto cade in questi articoli che contengono sia incredibili imprecisioni, sia una scarsa conoscenza dell'argomento, così come un po' di sana ipocrisia, fino al punto di porsi la domanda... "ma l'avrà vista tutta la partita con Caressa?"

Il primo "appunto" è proprio dovuto ad una imprecisione. Aldo Grasso spiega l'origine dell'"effetto Pelagatti", citando in poche righe una vecchissima barzelletta. Scrive "Pelagatti è un soldato cui il caporale deve annunciare la morte dei genitori; il caporale ordina ai soldati con genitori viventi di fare un passo avanti, per poi prendersela con Pelagatti che è rimasto al suo posto".
Sig. Grasso, lei l'ha riletta questa frase prima di mandarla in pubblicazione? Se fosse come la racconta lei, il soldato Pelagatti sarebbe già conscio del fatto che i propri genitori sono morti. Quindi nel racconto o il caporale ordina ai soldati con i genitori morti di fare un passo avanti e poi se la prende con Pelagatti perchè è rimasto al suo posto, oppure ordina ai soldati con i genitori vivi di fare un passo avanti e poi se la prende con Pelagatti perchè lui si è mosso. Non è difficile!

Io non sono più abbonato Sport e Calcio Sky a causa della scarsissima capacità di Sky di essere cortesi con i propri vecchi abbonati e l'unica cosa che rimpiango sono proprio le telecronache di Caressa. Io capisco benissimo che un critico colto come Aldo Grasso non si possa abbassare a conoscere il calcio e tutto quello che ci gira intorno (televisivamente parlando) con precisione, ma certo è che questo avrebbe aiutato a comprendere qualcosa di più. Già, perchè Fabio Caressa è cento, mille volte superiore come capacità e come conoscenza del calcio rispetto a quel Gianni Cerqueti che risulta essere il miglior telecronista Rai e una telecronaca di Caressa è un inno al calcio, quella di Cerqueti è un inno alla noia.
Fabio Caressa, quando commenta una partita del campionato italiano non parteggia per nessuno, se non per il bel gioco, evidenziando proprio tutto quello che rende il calcio bello. Che sia Ronaldinho, Eto'o, Del Piero, Totti, Lavezzi (e potrei continuare), se è in campionato, ne verrà esaltato il gesto. Perchè il calcio è fatto da gesti atletici e spesso sono proprio le emozioni di questi gesti che lo rendono spettacolare e che possono arrivare a far ripagare il prezzo di un biglietto. In campo internazionale, però, Fabio Caressa sfodera un ammirevole campanilismo per le squadre italiane e nazionali... lo stesso campanilismo già dimostrato in occasione dei mondiali del 2006, quelli vinti (non si sa bene come) dall'Italia: tutti si ricordano le urla "Kannavaro" o "non può andare sempre bene" o quello che ne disse quando vide il gesto di Zidane in finale. Eppure nessuno (tantomeno Lei, dott. Grasso) criticò quielle telecronache. Nessuno. Così come nessuno (tantomeno Lei, dott. Grasso) osò criticare Giampiero Galeazzi quando fece la storica telecronaca degli Abbagnale che vogavano verso un meritatissimo oro olimipico... una telecronaca da infarto... così come nessuno (tantomeno Lei, dott. Grasso) osò criticare il telecronista (non ricordo il nome, me ne scuso) che commentava l'arrivo in solitaria di Alberto Cova alle olimpiadi di Los Angeles urlando "Ma chi se ne frega del tempo, è medaglia d'oro".


La telecronaca di Caressa regala quello che quel sig. Cerqueti della Rai non è assolutamente capace di dare... emozioni... emozioni ed onestà. Giocava una squadra italiana e giocava per accedere alla finale del trofeo più importante in Europa. E criticare giocatori che si buttavano per terra con le mani al volto e che le spostavano per vedere cosa succedeva credo fosse normale, così come è normale lasciarsi andare all'emozione finale...

Una piccola nota: la frase "Cazzuola e spatola, il muro dell’Inter si chiama Samuel" è una citazione legata al soprannone "The Wall" (il muro) con cui il giocatore è universalmente conosciuto. Ah... Fabio Caressa è tifoso romanista, a dimostrazione che l'onestà e la professionalità e la bravura vanno ben oltre il tifo.

mercoledì 28 aprile 2010

Quando una giornata contro l'idiozia dei leghisti?

Il 17 Maggio sarà la V Giornata mondiale contro l'omofobia. Per quell'occasione al Quadriportico del Sentierone, nel pieno centro di Bergamo, era prevista la mostra "Baci Rubati", una raccolta di foto che ritraevano, appunto, baci rubati, molti dei quali tra gay.
Era prevista, perchè il sindaco di Bergamo, tale Franco Tentorio ha deciso che "ci è sembrato che i contenuti fossero troppo forti. L'allestimento in pieno centro ci è sembrato inopportuno. Abbiamo posto attenzione alla sensibilità di bambini e anziani." Insomma, per questo simpatico primate dal pollice opponibile le foto di baci possono urtare la "sensibilità di bambini e anziani".
Non parliamo di foto pornografiche, parliamo di foto di baci. Foto come questa o come altre che si possono vedere sul blog Bergamo contro l'omofobia.

Baci. Bisogna tenere lontani anziani a bambini da immagini di baci, ma lasciarli magari a vedere un vecchietto malato che grida che i "leghisti ce l'hanno duro".
Solo Baci. Bisogna non far vedere ad anziani e bambini immagini di baci, ma si deve a loro permettere di vedere lo stesso vecchietto dire che con la bandiera italiana ci si pulisce il culo?
Semplici baci. Bisogna bloccare il messaggio di amore che esce dalla visione delle foto di baci, perchè è più utile far arrivare il messaggio di "non studiare, non fare un cazzo, mettici pure 4 anni a fare la maturità, tanto hai il padre ministro leghista e puoi diventare consigliere a Brescia facilmente".
Baci. Teniamo lontani anziani e bambini di baci, ma permettiamogli di vedere immagini di guerre, di manifestazioni no-global dove negozi e macchine vengono distrutte o, più semplicemente le risse nel nostro parlamento, risse dove i leghisti sono sempre in prima fila. 

A dire il vero questo tipo di giornate mondiali le trovo tristi... tristi perchè l'essere contro l'omofobia dovrebbe essere naturale... e ancora più tristi perchè davanti a queste cose mi rendo chiaramente conto che queste giornate sono inutili... l'omofobia è come un tumore maligno... una volta che ti ha preso, non hai speranze.

Forse bisognerebbe pensare ad una giornata mondiale contro l'imbecillità e fare una mostra con le foto di qualche leghista... ma quelle immagini si che urterebbero la sensibilità di anziani e bambini... e anche di tutti quelli che, a differenza loro, sono dotati di cervello.

giovedì 25 febbraio 2010

Vergogna! E questa sarebbe giustizia? Ma per favore....

Era da tempo che non scrivevo, anche perchè volevo disintossicarmi dalla brutta piega politica che stavo dando a questo post. In fondo parlare male dell'intelligenza dei leghisti e dell'incoerenza dei Di Pietristi è come sparare sulla croce rossa. Riprendo però per commentare l'ignobile e vergognosa sentenza che ha condannato 3 dirigenti di Google perchè tra ragazzini con un solo neurone di gruppo hanno postato un loro video in cui abusavano di un ragazzo down.
Non si conoscono ancora le motivazioni e, francamente, vorrei leggerle per ascoltare il rumore delle unghie sui vetri, ma da quello che ho capito mi sembra che i tre dirigenti siano stati condannati per "violazione della privacy" e, credo (ma, ripeto, attendo di leggere le motivazioni) per "responsabilità oggettiva" non avendo impedito che il video fosse messo in rete. E la cosa più assurda è che su AffariItaliani (giornalaccio online degno del gossipparo Repubblica) si può leggere un articolo assurdo, la cui lettura può generare vomito, che difende l'operato del giudice.
Un piccolo esempio di questo ridicolo articolo: l'autore scrive "Per cui, come del resto si intende per 'oggettivo', Google – YouTube, hanno il compito/obbligo di vigilare affinché non si compiano' abus' o peggio, si usi il servizio per altri fini, diversi da quelli 'buoni' che tutti si augurano siano la norma.
Se poi come dichiarato da Google 'controllare tutto è qualcosa di impossibile', questa appare una giustificazione di comodo, visto che da quando mondo è mondo, gli editori e Google – Youtube è equiparabile ad un editore del 20° secolo, sono spesso finiti nella aule di tribunali per quanto pubblicato sui propri canali.
"
Beh, quindi Google dovrebbe impedire di pubblicare qualsiasi video in cui c'è violenza, perchè qual'è la differenza di 1 minuto di video amatoriale da 1 minuto di film in cui si picchia qualcuno? E parlando di privacy, facciamo che prima di pubblicare un qualsiasi video, Google - YouTube dovrebbe contattare tutti i protagonisti e chiedere loro il permesso? Ma l'autore di questo articolo ha mandato in vacanza i suoi neuroni prima di scrivere questo articolo? Cosa è... un leghista?


Come ho scritto in un commento ad un post di un amico su Facebook, questa sentenza la trovo pericolosa perchè può essere applicata in altri ambiti portando, ad esempio, a situazioni tipo:

  1. viene condannata sourceforge perchè la sua piattaforma viene utilizzata per hostare i sorgenti di un programma che viene utilizzato per scopi illeciti (dalla violazione della privacy alle stragi passando per le frodi di ogni tipo);
  2. viene condannata la microsoft/apple perchè i sistemi operativi non sono scritti in modo da impedire agli utenti di scrivere/usare software per scopi illeciti (dalla violazione della privacy alle stragi passando per le frodi di ogni tipo);
  3. viene condannata la dell/ibm/acer/ecc. ecc. perchè non sviluppano computer che impediscono alla gente di compiere atti illeciti (dalla violazione della privacy alle stragi passando per le frodi di ogni tipo);
di esempi come questi se ne possono trovare a quintali e non credo sia logico, anzi, lo trovo assurdo, applicare la logica della responsabilità oggettiva su tutto il mondo informatico.

Il discorso della privacy, poi, è ancora più assurdo. La migliore risposta è quella data da un avvocato e riportata in questo articolo del Sole 24 Ore: "i ferrovieri dovrebbero rispondere di illecito della privacy se consentono che i viaggiatori, parlando magari ad alta voce, raccontino fatti o episodi suscettibili di ledere l'altrui privacy".
Speriamo nell'appello, anche se, francamente, hi ben poca fiducia della giustizia italiana quando si parla di tecnologia...

martedì 12 gennaio 2010

i preservativi dovrebbero metterseli in testa...

Leggo, con stupore, che a New York e San Francisco avere più di tre preservativi addosso può portare al carcere con l'accusa di prostituzione. Nonostante si parli di sesso, la fonte non è Repubblica, ma l'ancora meno affidabile TGCom e questo dovrebbe indurmi a sorridere. Eppure già mi vedo qualche mononeuronico della Lega, tipo Salvini o Zaia, portare questa cosa anche in Italia, al grido di "liberiamo il Nord dalle prostitute".

Per essere precisi l'articolo spiega che la polizia può dichiarare delle aree ghetto come "prostitution free zones" e in queste aree gli agenti possono arrestare chi loro sospettano di fare "attività sessuale", in quanto il possedere più di tre preservativi può essere considerato come una prova dell'intenzione di commettere un crimine: offrire prestazioni sessuali a pagamento. Un crimine gravissimo, scherzate?

E' vero che si parla di Stati Uniti, paese dove le parole "bigottismo", "incoerenza", "illogicità" e "stupidità" regnano sovrane, ma questa è, certamente, una cosa totalmente assurda per una serie di motivi, primo fra tutti il fatto che continuo a non vedere dove sia il crimine nell'offrire prestazioni sessuali a pagamento... forse il crimine è farlo non in parlamento? Oltretutto mi piacerebbe sapere cosa succede se qualcuno venisse fermato dopo che ha comperato una scatola di preservativi (e sicuramente ce ne sono più di tre) in farmacia? E cosa succede se uno è solo di passaggio in uno di questi "ghetti" liberi dalla prostituzione... butta via i preservativi extra prima di entrarci?

Ma al di là delle ovvie esagerazioni, la cosa più grave, come riportato nell'articolo, la sottolinea RHRealityCheck (Reproductive Health): "il vero pericolo di questa iniziativa penalizza chi davvero fa prestazioni sessuali a pagamento. Infatti induce chi pratica la prostituzione ad abbandonare le precauzioni, a limitare insomma l'utilizzo del preservativo, mettendo a rischio la propria salute e di conseguenza anche quella della popolazione" e, inoltre, " è ancora alto il rischio di contrarre il virus dell'Hiv. E questa novità non aiuta".

Già, questo non aiuta, anzi. Non bastano i gravi danni degli interventi retrogradi del pastore tedesco e dei suoi picciotti, ora ci si mettono anchei consigli comunali di importanti città americane.
Visto l'andazzo, il rischio è che altre entità (tipo i leghisti) inizino a proporre azioni simili, per cercare di comperare qualche voto in più di coloro che vanno alle urne seguendo con precisione ciò che gli dice il Vaticano... e in Italia ce ne sono fin troppi.

giovedì 7 gennaio 2010

Nuovo anno... incapaci vecchi...

Come primo post dell'anno non voglio parlare di politica anche se il titolo porterebbe a pensare all'analisi dell'uscita di qualche leghista.

Il titolo si riferisce a chi ha realizzato e a chi ha approvato le immagini della campagna di Burberry per l'estate 2010, utilizzando come testimonial Emma Watson (L'Hermione della saga di Harry Potter). Come è possibile vedere dalla foto, infatti, alla povera Emma è stata tagliata una gamba...

Se volete divertirvi a vedere quanti danni possono fare i pubblicitari con l'uso dei programmi di ritocco fotografico, andate a visitare questo sito: Photoshop Disasters e scoprirete che questo non è altro che uno dei tanti... ed alcuni sono assolutamente esilaranti!!!

Buon anno!

lunedì 28 dicembre 2009

Padre padrone Di Pietro: complimenti per la coerenza!

Qualche giorno fa Francesco Moxedano, consigliere comunale di Napoli dell'IDV ha presentato una mozione di sfiducia contro il sindaco della città, Rosa Russo Iervolino. Nel Dicembre 2008 (solo un anno fa) Antonio Di Pietro disse "Idv uscirà entro la fine dell'anno dalla giunta Iervolino"...
Sembrava quindi logico che un consigliere comunale del suo partito presentasse la mozione di sfiducia, alla quale, ovviamente, si sono subito accodati sia il gruppo del Pdl, sia quello dell’Udeur che quello dell’Udc... raggiungendo quelle 25 firme che avrebbero portato ad una discussione in Consiglio Comunale con voto finale... un voto che avrebbe potuto portare alle dimissioni del sindaco. Insomma, esattamente quello che avrebbe voluto l'ex magistrato più ignorante del paese...

E invece no. Il ducetto Di Pietro ha fatto un bel voltafaccia (come per la vicenda referendum) e ha costretto, da buon padre padrone, il suo schiavo a ritirare la mozione e, quindi, salvare il deretano della sindachessa di Napoli. E la cosa più ridicola è la motivazione che dimostra, una volta ancora, che la vita politica di Di Pietro non è altro che un continuo "bastian contrario" di ciò che fa Berlusconi e il suo partito: "Non accettiamo in alcun modo di fare da sponda al Popolo delle libertà in Campania e in alcun altro luogo. Per questo deploriamo il comportamento del consigliere che, pur facendo parte del nostro gruppo, ha sottoscritto insieme al Pdl la mozione di sfiducia nei confronti della Iervolino. O il consigliere ritira immediatamente la firma o può considerarsi fuori dal partito"...

Quanto può essere credibile uno che non segue una linea politica ma solo quello che fa il suo avversario per fare l'opposto? Quanto può essere credibile uno che se ne fotte dei propri "valori" pur di andare contro al partito di Berlusconi? 


Complimenti Ducetto...







lunedì 16 novembre 2009

Alla faccia della professionalità... addendum

Nel post di sabato (Alla faccia della professionalità...) mi sono dimenticato anche una ulteriore 'chicca' che merita un update.

L'ultimo "ritocco" della fantastica applicazione (richiesta anche questa con urgenza e, pertanto, ogni sviluppo alla pene di segugio viene scusato e profumatamente pagato) contiene una nota relativa al fatto che in un campo di una tabella deve essere inserito un testo specifico ("Alessandro, stai attento a non sbagliare") in modo che il programma sia in grado di riconoscerlo con precisione e agire di conseguenza: "1,6"... ossia i due id dei record di una delle altre tabelle...
Insomma, per queste menti eccelse è più veloce inserire un qualchecosa di "hardcoded" (in parole povere 'fisso') e legato al codice, piuttosto che trovare una soluzione seria, tipo l'uso di un flag...

Ah... già... dimentico che i campi flag richiedono anni e anni di sviluppo...

sabato 14 novembre 2009

Alla faccia della professionalità...

In ufficio abbiamo il "peace-maker", ossia un pezzo di cavo elettrico spesso almeno 3cm, bello duro. Nonostante il nome rispecchi in pieno la sua funzione (ovviamente non è mai stato usato anche se spesso verrebbe voglia di...), io l'avrei sempre voluto chiamare "The Wolf", con chiaro e ovvio riferimento al personaggio interpretato da Harvey Keitel in Pulp Ficion (1984) ed alla sua splendida frase "I'm Winston Wolfe. I solve problems."

Ieri (Venerdì 13) l'avrei voluto usare volentieri sulle gengive del fornitore che come risposta ad una mia email, nella quale evidenziavo i problemi sia architetturali che realizzativi del database che si trova sotto una applicazione (oltretutto piuttosto importante) usata in azienda ha avuto il coraggio (e la sfacciataggine) di rispondere che sarebbe piaciuto anche a loro sviluppare un 'bel' database ma non hanno avuto tempo. Già.
Alla faccia della professionalità.



Oltretutto andando ad analizzare bene la cosa, è facile rendersi conto che il problema non sta nella mancanza di tempo, ma nell'incapacità di base. Il database in questione è composto da circa 15 tabelle. Eppure nonostante la sua ridottissima dimensione riesce ad avere una serie di difetti da record:
  • nessuna delle tabella è dotata di una chiave primaria, nonostante siano tutte dotate di un campo che ha quella funzione. Loro dicono che la loro "copia" di sviluppo ha le chiavi primarie e che non sanno come mai la versione nostra non le abbia: la risposta sta nel fatto che le hanno aggiunte dopo che lo hanno rilasciato, perchè mi manca ancora la voglia di cancellare chiavi primarie per il solo gusto di...;
  • non esiste una "naming convention" costante: ad esempio, i campi di descrizione possono variare da XxxDesc, XxxDescr, DescrXxx o DescXxx. Questo non può derivare dalla fretta e dal poco tempo a disposizione, ma da vera a propria incapacità, dall'assenza di uno schema e di regole (mentali e/o aziendali) nello sviluppo di progetti. Oltretutto la cosa diventa ancora più grave quando questo accade in database molto piccoli;
  • non esistono indici. Anche la risposta a questo appunto mi ha fatto inorridire: "non li abbiamo messi così potete metterli voi in base all'uso". Certo, peccato che le interrogazioni al sistema non le abbiao scritte noi, ma loro. Loro sanno come accedono ai dati, il tipo di query... insomma, loro hanno scritto l'applicazione e loro sono i più adatti a disegnare gli indici. Noi, semmai, possiamo intervenire dopo, aggiungendone ad hoc...
La cosa triste... tristissima, è che li abbiamo pagati e continuiamo a pagarli per patches (già, paghiamo anche quelle), interventi spot, piccole modifiche... per loro il bottoncino con il calendario per la scelta di una data non era parte integrante di un campo data... già...

Mi piacerebbe fare il nome dell'azienda e del responsabile, ma rischierei troppo. Ma se volete contattatemi in provato che vi metterò in guardia molto volentieri da questa manica di incapaci.

domenica 8 novembre 2009

Collegare il cervello... no?

Ci sono cose al mondo che non hanno spiegazione... misteri a cui gli scienziati cercano, ogni giorno, di dare risposte credili. Uno di questi è il capire perchè ci siano persone con un cervello funzionante che continuano credere ad alcune enormi bufale che si presentano sottoforma di "pagine" o "gruppi" su Facebook, promettendo un po' di tutto.  Questo, ad esempio, è il periodo dell'"Account VIP con funzionalità incredibili", dei "10 milioni di iscritti per evitare che Facebook diventi a pagamento", i gruppi (e ce ne sono a quintali) che ti invitano ad iscriverti per poter sapere chi visita il tuo profilo.
Un vero e proprio mistero.

Io posso capire che la poca conoscenza del mondo dell'informatica possa portare a vedere nei computer quello che, in realtà, non sono. Chi guarda C.S.I., ad esempio, può facilmente convincersi che esistano sistemi di analisi audio in grado di prendere una registrazione di una telefonata e rimuovere il rumore delle macchine che passano, identificando il camion dell'assassino. Chi ha visto la prima serie (credo) di R.I.S. poteva facilmente credere che una patologa fosse in grado di identificare i segni di un omicidio sulla foto di un cadavere che le è stata inviata via MMS ed è stata proiettata su un muro. Per non parlare di come i computer siano in grado di leggere nella mente dell'operatore che al grido "ingrandisci la mano", con il solo click su un tasto il programma identifica la mano (quella giusta, ovviamente, non l'altra) e la ingrandisce in modo tale che si riconosce senza ombra di dubbio la scritta riflessa sull'anello. Il tutto semplicemente da un frame della registrazione della telecamera di sorveglianza.
Il fatto è che mentre in questi casi la fiction rende ovvio l'esagerazione, nel caso di Facebook è assolutamente incredibile come si possa credere (e, ancora peggio, diffondere) certe cose. Basterebbe fare due cose. La prima andare a guardare la pagine e/o il gruppo a cui si è invitati e la seconda pensare il perchè Facebook debba utilizzare gruppi e/o pagine realizzati ed amministrati da persone che con l'azienda non hanno nulla a che vedere, per rendere noto nuove funzionalità e/o iniziative? Se Facebook avesse realmente deciso di diventare a pagamento, perchè un numero di iscritti inferiore al 3% degli utenti deve essere sufficiente a far cambiare loro idea? E qualcuno potrebbe anche spiegarmi la logica per cui l'iscrizione ad un gruppo possa essere sufficiente a sapere chi son ole persone che visitano il mio profilo? E, domanda, una volta che li sappiamo, che facciamo? Li denunciamo per curiosità? Li contattiamo per sapere il perchè della visita? Gli chiediamo l'amicizia? E' solo curiosità morbosa?

Quando qualcuno vi invita ad un gruppo e/o a diventare fan di qualcosa... potreste collegare il cervello e pensarci? Se non lo volete fare, potreste evitare di girare anche a me l'invito?
Grazie.

giovedì 5 novembre 2009

Non è solo un simbolo positivo, mi dispiace!

Ci voleva quel condannato di Travaglio a farmi riprendere a riversare i miei umili pensieri su queste pagine. Ci voleva un suo articolo da quel fantastico tuttologo narcisista che è per convincermi a riprendere a scrivere. E pensare che non c'era riuscito nemmeno il primo anniversario di questo blog....

"Ma io difendo quella croce" è un bellissimo articolo, non c'è che dire, scritto con quello stile pontificante che caratterizza Travaglio e, leggendolo, diventa quasi impossibile non condividere in toto le sue tesi e i suoi pensieri. Anche perchè, bisogna dirlo, su alcune cose l'autore ha perfettamente ragione, mettendo in risalto come, dopo la (sacrosanta, nda) sentenza della Corte Europea, se ne sono sentite di cotte e di crude un po' da tutte le parti.
Personalmente, però, la più bella (metaforicamente parlando) è stato lo stupore, di non so quale dei cagnolini al guinzaglio del pastore tedesco, per la scandalosa ingerenza della sentenza Corte Europea di Strasburgo... insomma il bue che da del cornuto all'asino.

Travaglio usa le parole di Natalia Ginzburg: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola.”, arrivando alla conclusione che diffondendo questo "messaggio" si arriverebbe al punto che "nessuno - ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso".

Questo, però, lo trovo un po' troppo semplicistico. Già. Perchè volenti o nolenti il crocifisso non rappresenta solo quegli ideali di fratellanza che la Ginzburg indica. Il crocifisso, proprio perchè un simbolo ha il significato che gli viene dato in un preciso contesto storico. Dietro a quel simbolo si sono perpetrate delle guerre (vogliamo parlare delle "Crociate"... magari in particolare la IV?), delle violenze inaudite (vogliamo commentare la "Santa Inquisizione"?) sino a quella guerra ideologica che ci continuiamo a portarci dietro. E bisogna smetterla di dire "sai, è roba accaduta secoli fa", perchè dimenticare non serve a nulla. Dietro quel simbolo ci sono persone che pontificano e cercano di imporre il proprio pensiero, i propri ideali.

Vogliamo insegnare la fratellanza, vogliamo trasmettere ai nostri figli il messaggio che gli uomini sono tutti uguali, perchè non usiamo altri mezzi che non generano odio? Fino a quando anche ad una persona al mondo il crocifisso darà fastidio, la sua presenza non potrà mai essere una presenza pulita, una presenza pura. Sino a quando qualcuno userà quel simbolo per i suoi scopi (e su questo condivido fe frasi finali di Travaglio), quello stesso simbolo non potrà mai trasmettere solo segnali positivi.

Paradossalmente affinchè il crocefisso sia veramente quel simbolo di eguaglianza e di fratellanza che la Ginzburg indica... il crocefisso dovrebbe essere staccato proprio dalle radici cristiane che lo caratterizzano.
Se no, tanto vale usare testi di canzoni che dicono la stessa cosa...

"[...] Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, 
Parole che dicevano: 'gli uomini sono tutti uguali'. 
E contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
La bomba proletaria, ed illuminava l'aria 
La fiaccola dell'anarchia
La fiaccola dell'anarchia
La fiaccola dell'anarchia
[...]"

domenica 11 ottobre 2009

Buon viaggio...

 
Sorridi, senza una ragione
Ama, come se fossi un bambino
Sorridi, non importa cosa dicono
Non ascoltare una parola di quello che dicono
Perchè la vita è bella così.

Lacrime, un'ondata di lacrime
Luce, che lentamente scompare
Aspetta, prima di chiudere le tende
C'è ancora un altro gioco da giocare
E la vita è bella così.

Qui, nei i suoi occhi eterni
Sarò sempre vicina quanto tu non ricordi da prima
Ora che sei là fuori solo con te stesso
Ricorda cos'è vero e che quel che sognamo è solo amore.

Conserva la risata nei tuoi occhi
Presto verrà premiata la tua lunga attesa
Noi dimenticheremo i nostri dolori
E penseremo ad un giorno più allegro
Perchè la vita è bella così.

Noi dimenticheremo i nostri dolori
E penseremo ad un giorno più allegro
Perchè la vita è bella così.

C'è ancora un altro gioco da giocare
E la vita è bella così.


Buon viaggio, Saskia.

mercoledì 7 ottobre 2009

Birra e pop-corn... inizia lo spettacolo!

Ci voleva un anno e la Corte Costituzionale per dichiarare incostituzionale il Lodo Alfano? Posso capire Napolitano di cui rispetto la sua integrità (fortunatamente non sono come quel ducetto ignorante di Di Pietro), ma non riesco a capire come mai c'è voluto un anno per decidere una cosa ovvia. Bah! Amen, l'importante è che sia stata fatta giustizia su una legge assolutamente illogica... così come è vergognoso che la celebrità di Polanski venga usata come difesa da una accusa si stupro su una 13enne, non può essere accettabile che una persona, solo perchè "alta carica dello Stato", non debba subire processi.


E ora mi siedo sulla poltrona, pop-corn da una parte, Menabrea o Pedavena dall'altra e rutto libero: voglio essere comodo per vedere cosa succederà. Oggi mentre tornavo dal lavoro in bicicletta (a proposito... BikeMi) ho iniziato a immaginare scenari... e voglio condividerli qui:

(1) Berlusconi se ne fotte, urlando al complotto. Nulla cambia. Di Pietro continua ad urlare senza far nulla. Il PD continua a cercare un presidente, un segretario, una linea poltica o anche solo una qualsiasi idea intelligente. La lega continuerà nel suo ruolo di sparare cazzate a ripetizione. La sinistra continuerà a dividersi all'infinito, sino a quando avranno abbastanza partiti con un voto ciascuno (la vera eguaglianza). Si organizzeranno manifestazioni che verranno sospese solo se muoino 6 parà e non se muoiono 23 italiani a Messina. Repubblica continuerà a fare Gossip e Libero e Il Giornale continueranno a sprecare carta inutilmente. Gasparri andrà ai funerali del suo ultimo neurone.

(2) Berlusconi rassegna le dimissioni a Napolitano. Partono le consultazioni e alla fine danno l'incarico a Fini che per accordi rifà lo stesso identico governo. Migliora il preseidente del consiglio (ci vuole poco), ma nel governo rimangono personaggi inguardabili e inascoltabili. Di Pietro continua ad urlare senza far nulla. Il PD continua a cercare un presidente, un segretario, una linea poltica o anche solo una qualsiasi idea intelligente. La lega continuerà nel suo ruolo di sparare cazzate a ripetizione. La sinistra continuerà a dividersi all'infinito, sino a quando avranno abbastanza partiti con un voto ciascuno (la vera eguaglianza). Si organizzeranno manifestazioni che verranno sospese solo se muoino 6 parà e non se muoiono 23 italiani a Messina. Repubblica continuerà a fare Gossip e Libero e Il Giornale continueranno a sprecare carta inutilmente. Gasparri andrà ai funerali del suo ultimo neurone.

(3) Berlusconi rassegnale dimissioni a Napolitano. Partono le consultazioni e alla fine vengono indette elezioni. Si presentano gli stessi identici schieramenti,. Siccome il PD ancora deve trovare presidente, segretario, linea politica e idee e Di Pietro altro non fa che urlare senza proporre nulla di intelligente ci ritroveremo ancora con Berlusconi, con le sue paturnie, le sue menate, i suoi complotti e le sue bugie. E ripartirà la solita solfa.

(4) Berlusconi da le dimissioni e arrabbiato va a vivere in un altro paese. Di Pietro lo segue a ruota per potergli urlare addosso. Il PD li segue pensando che magari lì possano trovare presidente, segretario, linea politica e idee. La Lega raggiunge gli altri per rubare un po' qualche soldino. Tutti i partitini della sinistra andranno lì per poter raggramellare qualche voto e dividersi ancora. Repubblica, Il Giornale e Libero chiuderanno per mancanza di gossip e di scoop politici. Le manifestazioni sulla libertà di stampa vengono sospese per i funerali del neurone di Gasparri.
Nasce una nuova classe politica. Seria.

Purtroppo il primo scenario è quello che si realizzerà... ma a me piacciono i finali classici e spero sempre che alla fine arrivi la cavalleria e che si avveri il 4 scenario.
I pop-corn sono pronti... buona visione!

mercoledì 23 settembre 2009

Libertà di informazione? Su Fox Crime c'è C.S.I.!

Ok, siamo a posto. La crisi economica? Chissene... Il terremoto? Ma chissene al quadrato... L'unico vero problema italiano è stato risolto e domani Travaglio farà il suo editoriale nella prima puntata della nuova stagione di "AnnoZero". Ma non pensate che questa telenovela sia finita... continuerà ancora perchè sono queste le notizie che la stampa ci propina, non quello che riguarda i veri problemi.

E di cosa parlerà il signor Travaglio? Ma di libertà d'informazione, no? Di cosa può parlare uno come lui? Come potrà fare un po' di sana pubblicità e promozione al nuovo quotidiano per il quale lavora (Il Fatto, uscito oggi per la prima volta). Non importa se Travaglio sta alla Libertà d'informazione quanto Matteo Salvini sta alla tolleranza verso immigrati e napoletani.
Già, perchè Travaglio è stato condannato per aver fornito una distorta rappresentazione di un fatto, col solo scopo di insinuare sospetti sulla figura di Previti. Si, non ho sbagliato a scrivere, parlo proprio di Previti. Insomma, questo luminare del giornalismo, al soldo di Di Pietro, ha dovuto dimostrare scarsa professionalità per insinuare sospetti su una persona che insinua sospetti persino a se stesso quando si guarda allo specchio.
E poi ci si chiede perchè Travaglio difficilmente accetta un contraddittorio...



La cosa che trovo assurda è che si parli di libertà d'informazione durante una trasmissione faziosa il cui unico scopo è quello di andare contro il Presidente del Consiglio. Mi chiedo se si parlerà solo della querela di Berlusconi a Repubblica oppure se si parlerà anche di quella di Fini al Giornale. Probabilmente si parlerà della battaglia tra Il Giornale e l'Avvenire ma chissà se verrà trattata per intero o se si chiederà aiuto a Travaglio per raccontarla a modo suo.

Di una cosa sono sicuro che non si parlerà: dell'assenza di professionalità dei giornalisti italiani. Non si parlerà certo della stampa odierna più interessata al sensazionalismo che alla vera informazione. Non si parlerà assolutamente del fatto che più che libertà di informazione in Italia si vuole difendere la libertà di diffamare. Insomma... saranno liberi, ancora una volta, di non informare.

Su Fox Crime c'è C.S.I.