Ancora una volta in Italia, l'unico vero strumento che il cittadino ha per esprimere il proprio pensiero, reale, è fallito... come troppo spesso negli ultimi anni. I tre referendum del 21 e 22 Giugno 2009 non hanno raggiunto il quorum, come ampiamente previsto, e le centinaia di milioni spesi per farli sono finiti nel cesso... ma tanto siamo ricchi, possiamo permettercelo. E come previsto dal programma (cit.), arrivano i commenti più o meno intelligenti dei vari politicanti italiani, primo fra tutti quel Gianfranco Fini che ha l'innata capacità di alternare atteggiamenti e discorsi intelligenti con emerite cazzate, degne di un demagogo di primo pelo. Secondo l'attuale presidente della Camera, infatti, "I quesiti erano troppo tecnici e sicuramente c'è una certa stanchezza da parte degli elettori.".
Ma si ascolta quando parla? I quesiti troppo tecnici? Ma se questa volta erano di una semplicità tale che se li avessi spiegati a Nicole li avrebbe capiti pure lei.
La triste realtà è ben altra...
Innanzitutto quel gran bell'esempio di coerenza che è Di Pietro, la starlette tv che vorrebbe essere come Berlusconi. Già, perchè in molti non sanno che tra i promotori del referendum c'era proprio Antonino 'ducetto' Di Pietro, che si diede molto da fare per portare avanti una campagna contro la proliferazione dei partiti, dandosi da fare in prima persona per raccogliere le firme... ma al momento della resa dei conti... no, ha pensato bene che due partiti avrebbe significato sparire e, quindi, non prendere più tanti soldini dallo stato e farne prendere ai suoi amici ex-magistrati indagati.
Veramente notevole, signor Di Pietro, i miei più vivi complimenti. Lei che si presenta sempre come il volto pulito della politica... già... se questo è il volto pulito, preferisco quello sporco.
Mi spiega dall'alto della sua presunzione come fa il cittadino italiano a dare credibilità ad uno strumento se lo stesso promotore di quello strumento, lo combatte? Forse, signor (per modo di dire) Di Pietro, dovrebbe pensare che il nostro paese non ha centinaia di migliaia di euro da sbattere nel cesso per i suoi capricci, i cuoi continui cambi di opinione e di idea.
No, forse è meglio che non me lo spieghi... tanto visto il suo italiano limitato, probabilmente non capirei lo stesso.
La maledizione del referendum è il quorum, quel maledetto 50%+1 di voti necessari perchè la consultazione sia valido... una delle più immani cazzate della nostra legislazione. Cazzata perchè fa in modo che chi non ha interesse nella politica (quindi dovrebbe accettare di buon grado quello che gli altri decidono) abbia in mano l'ago della bilancia.
In un paese civile e che guarda al futuro, questa cosa non ha senso: il referendum dovrebbe essere valido sempre, anche con un solo voto. Non sei d'accordo che venga abrogata la legge/norma? bene, vai a votare!... Impariamo a fare politica vera, impariamo a confrontarci seriamente... piantiamola di fare come quel delinquente seppellito ad Hammamet che per primo invitò gli italiani ad andare al mare al posto che votare...
Che pena.... che pena...
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lunedì 22 giugno 2009
giovedì 16 aprile 2009
Roma Ladrona? E' solo invidia, vero Leghisti?
Ammettere i propri errori è difficile, ma in questo caso assolutamente necessario. Si, ho votato Lega e me ne pento.
Che la Lega Nord fosse popolato da primati col pollice opponibile (cit.), il cui unico neurone è interessato a far muovere proprio il pollice, lo si era capito già da tempo. Ma sino ad oggi bene o male era riuscita solo a farmi ridere come quando copiarono spudoratamente un manifesto elettorale svizzero o come quando, dimostrando di non conoscere assolutamente nulla della piattaforma, tale Matteo Salvini scatenò le sue ire contro Facebook e propose, per questo, una interrogazione parlamentare. Quest'ultimo esempio, però, doveva farmi comprendere il vero motivo del loro slogan "Roma Ladrona": pura e semplice invidia.
Essendo foresti e limitati, i Leghisti non potevano aver creato uno slogan semplice per nascondere qualcosa di profondo, legato al controllo degli sprechi, all'ottimizzazione del lavoro per risparmiare e, quindi, investire in modo da migliorare le cose. "Roma Ladrona" non era una accusa contro una classe politica cleptomane... era un grido di invidia, "Perchè loro e non noi?"... e così ecco che, forti dell'appartenenza ad una forte maggioranza, loro possono permettersi di sprecare soldi.
E la stessa vicenda di Salvini è un esempio: interrogazione parlamentare inutile perchè fortunatamente il parlamento non ha giurisdizione su Facebook e perchè, se lui non si fosse dimostrato analfabeta leggendo condizioni d'uso prima di iscriversi, probabilmente non avrebbe generato quel casino.
Ma l'escalation ha raggiunto il culmine volendo sprecare 400 milioni di euro per far fallire un referendum dimostrando, ancora una volta, che la parola "leghista" e la parola "cervello" non hanno assolutamente nulla in comune.
400 milioni di euro è il costo che noi cittadini italiani dovremo spendere perchè i leghisti possano far fallire un referendum. 400 milioni di euro è quanto noi cittadini italiani dovremo buttare nel cesso per colpa dei nuovi Mastella (Calderoli & co.). 400 milioni di euro è il prezzo dei capricci infantili di un gruppo di immaturi.
Ed io, che li ho votati, mi rendo conto di aver sbagliato (certo, le altre opzioni erano Uolter, Berlusconi o la "starlette tv" Di Pietro, il wanna-be-duce).
Mi verrebbe da pormi una domanda (e me la pongo io, perchè non credo che qualcuno nella lega abbia abbastanza neuroni per comprenderla): ma se dicono di rappresentare la maggioranza degli italiani, basta che spieghino proprio alla maggioranza degli italiani le ragioni per votare NO al referendum, in modo tale da far si che quel referendum non passi.
Se loro lo vogliono far fallire, dimostrano che non sono in grado di comunicare le ragioni del loro NO perchè forse alla base di questo referendum c'è qualcosa di importante a favore degli italiani. Allo stesso tempo dimostrano, come fecero i seguaci del polacco defunto, che temono chi ha più cervello di loro (probabilmente 99% della popolazione mondiale) e pensa con la propria testa e non per 'induzione'. E, soprattutto, dimostrano di non aver rispetto per l'unico strumento che gli italiani hanno per esprimere il proprio pensiero politico.
400 milioni di euro. Complimenti "Lega Invidiosa di Roma Ladrona". I miei complimenti.
A questo punto non mi rimane altro che fare del mio meglio affinchè questi soldi non vadano sprecati. Non mi recherò alle urne per le elezioni europee, ma solo per il referendum... e se lo facessro tutti, mi piacerebbe vedere la faccia di gentaglia come Calderoli, Maroni, Salvini e i loro compagni di merende.
Che la Lega Nord fosse popolato da primati col pollice opponibile (cit.), il cui unico neurone è interessato a far muovere proprio il pollice, lo si era capito già da tempo. Ma sino ad oggi bene o male era riuscita solo a farmi ridere come quando copiarono spudoratamente un manifesto elettorale svizzero o come quando, dimostrando di non conoscere assolutamente nulla della piattaforma, tale Matteo Salvini scatenò le sue ire contro Facebook e propose, per questo, una interrogazione parlamentare. Quest'ultimo esempio, però, doveva farmi comprendere il vero motivo del loro slogan "Roma Ladrona": pura e semplice invidia.
Essendo foresti e limitati, i Leghisti non potevano aver creato uno slogan semplice per nascondere qualcosa di profondo, legato al controllo degli sprechi, all'ottimizzazione del lavoro per risparmiare e, quindi, investire in modo da migliorare le cose. "Roma Ladrona" non era una accusa contro una classe politica cleptomane... era un grido di invidia, "Perchè loro e non noi?"... e così ecco che, forti dell'appartenenza ad una forte maggioranza, loro possono permettersi di sprecare soldi.
E la stessa vicenda di Salvini è un esempio: interrogazione parlamentare inutile perchè fortunatamente il parlamento non ha giurisdizione su Facebook e perchè, se lui non si fosse dimostrato analfabeta leggendo condizioni d'uso prima di iscriversi, probabilmente non avrebbe generato quel casino.
Ma l'escalation ha raggiunto il culmine volendo sprecare 400 milioni di euro per far fallire un referendum dimostrando, ancora una volta, che la parola "leghista" e la parola "cervello" non hanno assolutamente nulla in comune.
400 milioni di euro è il costo che noi cittadini italiani dovremo spendere perchè i leghisti possano far fallire un referendum. 400 milioni di euro è quanto noi cittadini italiani dovremo buttare nel cesso per colpa dei nuovi Mastella (Calderoli & co.). 400 milioni di euro è il prezzo dei capricci infantili di un gruppo di immaturi.
Ed io, che li ho votati, mi rendo conto di aver sbagliato (certo, le altre opzioni erano Uolter, Berlusconi o la "starlette tv" Di Pietro, il wanna-be-duce).
Mi verrebbe da pormi una domanda (e me la pongo io, perchè non credo che qualcuno nella lega abbia abbastanza neuroni per comprenderla): ma se dicono di rappresentare la maggioranza degli italiani, basta che spieghino proprio alla maggioranza degli italiani le ragioni per votare NO al referendum, in modo tale da far si che quel referendum non passi.
Se loro lo vogliono far fallire, dimostrano che non sono in grado di comunicare le ragioni del loro NO perchè forse alla base di questo referendum c'è qualcosa di importante a favore degli italiani. Allo stesso tempo dimostrano, come fecero i seguaci del polacco defunto, che temono chi ha più cervello di loro (probabilmente 99% della popolazione mondiale) e pensa con la propria testa e non per 'induzione'. E, soprattutto, dimostrano di non aver rispetto per l'unico strumento che gli italiani hanno per esprimere il proprio pensiero politico.
400 milioni di euro. Complimenti "Lega Invidiosa di Roma Ladrona". I miei complimenti.
A questo punto non mi rimane altro che fare del mio meglio affinchè questi soldi non vadano sprecati. Non mi recherò alle urne per le elezioni europee, ma solo per il referendum... e se lo facessro tutti, mi piacerebbe vedere la faccia di gentaglia come Calderoli, Maroni, Salvini e i loro compagni di merende.
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