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venerdì 14 agosto 2009

Basta che non promuovano i valori della Lega...

"La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay". A pronunciare questa immane stronzata è stato Luca Zaia, ministro per l'agricoltura, colui che fino a qualche giorno fa consideravo uno dei pochissimi e rarissimi casi di leghista con cervello. Una conferma della verità del proverbio "chi va con lo zoppo impara a zoppicare"... i neuroni di Zaia si sono suicidati per la troppa e continua vicinanza a esempi di intelligenza come Salvini, Calderoli o Borghezio ed una ulteriore conferma alle teorie che vedono l'uomo discendere dalle scimmie... anche se in casi come questi l'evoluzione si è limitata al solo aspetto estetico.

Ma non è tutto qui. Il ministro ha spiegato: "Sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari". Insomma, nessun editto bulgaro "perchè", insiste Zaia, "la tv deve dare spazio a tutti ma la priorità della Rai deve essere promuovere la famiglia".

Dovrei chiudere il post qui, perchè queste frasi si commentano da sole, ma la mia vena polemica me lo impedisce sino a voler fare una domanda a Zaia: "se la 'priorità' della Rai è promuovere la famiglia, perchè prendersela con i gay e non con i numerosi politici (Berlusconi in primis), presentatori (Simona Ventura per citarne una), vallette e trasmissioni che poco hanno a che vedere con il concetto di famiglia tanto caro a Zaia?"

Il problema, dal mio punto di vista, è che di Zaia se ne parla poco e al posto di agire e lavorare seriamente per fare e costruire quacosa di buono e di positivo per l'Italia, è più facile aprire bocca e dar fiato ai denti.

giovedì 2 aprile 2009

La democrazia del codardo

Ieri, dopo anni di vuoto televisivo, Beppe Grillo (condannato per omicidio colposo) è apparso in televisione durante la trasmissione Exit (su La7, condotto da Ilaria D'Amico). A dire il vero avevo anche io creduto alla tesi del "Pesce d'Aprile", se non altro perchè trovavo difficile che Grillo si presentasse sulla televisione di uno dei suoi più grandi nemici. Invece no, i soldi contano più delle idee ed ecco che l'assassino è realmente ospite della trasmissione (in collegamento da Bruxelles dove ha fatto un intervento al Parlamento Europeo) per, come da accordi con la rete, trattare alcuni argomenti ed accettare un contraddittorio. Peccato che si stia parlando di Beppe Grillo e non di una persona onesta e corretta... il risultato è che ne dice di cotte e di crude contro chiunque, insultando a destra e manca, utilizzado parolacce anche pesanti e improperi anche contro la polizia, azzittendo e non lasciando parlare gli ospiti che cercavano di intervenire per controbattere e o proporre le loro tesi. Invece no... un monologo che si conclude con l'abbandono della diretta.

Qualche giorno fa, commentando il comportamento di un 'wanna-be-amico', avevo usato la parola "fascismo" per indicare il modo di questa persona di non accettare commenti contrari al suo pensiero su status, link e in generale su quello che lui condivideva. Oggi, davanti al video del monologo di Grillo mi sento di dire che il comportamento di questo assassino è bene o male lo stesso: come ha detto un ospite della trasmissione (non so quale, l'ho sentito durante 'La Zanzara' di Radio24), la sua idea di democrazia è quella di prevalere sugli altri, di parlare senza ascoltare, di imporre senza accettare critiche. E dopo il codardo comportamento di Grillo di ieri come non essere in accordo con questa tesi?

Il fatto è che Grillo è una persona intelligente che ha capito come riuscire a fare il politico, senza esporsi direttamente, rimanendo sempre a "cavallo" di quell'onda di malessere generale che, bene o male, è sempre presente. Protetto dal suo "sono solo un comico" fa monologhi unendo verità e bugie, non accettando il contraddittorio per impedire che le bugie vengano svelate. Protetto dal "sono solo un comico" si permette di dire cose allucinanti, anche pesantemente offensive utilizzando i difetti fisici delle persone (ad. es. Brunetta). Protetto dal "sono solo un comico" può fare i comizi facendo pagare la gente sia direttamente (pubblico pagante) che tramite la vendita dei DVD dal sito.

Da informatico, poi, ho trovato assolutamente vergognoso che questo signore abbia parlato di Open Source all'interno di un intervento caratterizzato dalla sua codardia: l'Open Source si basa sulla collaborazione e sulla discussione di chi partecipa al progetto... nulla a che vedere con il comportamento stile fascista di Grillo.

E la cosa grave è che ci sono quintalate di persone (e ne ho una in ufficio) che si sono fatte lavare il cervello da Grillo, che pendono dalle sue labbra... persone che qualsivoglia affermazione (o azione) questo assassino faccia è giusta e va difesa: persino la codardata di ieri è stata commentata positivamente, elogiata al grido di "non puoi discutere con gente come quella in studio... non puoi discutere con i coglioni".

E difatti io con quelli che dicono queste cose ho smesso di discuterci da tempo.

mercoledì 11 febbraio 2009

La scelta di Mentana... il nuovo martire.

Sarà, ma nessuno riesce a togliermi dalla testa che "Chicco" Mentana avrebbe dovuto evitare di fare i capricci e, soprattutto, che tutti coloro che lo hanno elevato a martire della battaglia a favore dell'informazione abbiano probabilmente mandato i loro neuroni in vacanza prima di parlare.

Eluana muore. La notizia viene data in televisione più o meno in concomitanza con la chiusura dei telegiornali, verso le 8:30. A questo punto le Rai, Mediaset e Ttelecom (proprietaria de La7 e MTV) decidono di intervenire sui propri palinsesti: Rai e Mediaset cancellano dei prorammi registrati per proporre speciali sull'argomento (Vespa su Ra1, Fede su Retequattro), delle ampie finestre informative (Rai3 e Italia1), lasciando, però, intatti i due reality di punta (X-Factor e Grande Fratello) sia perchè in diretta e quindi più complessi da fermare ma soprattutto perchè fonte di introiti non indifferenti. Telecom non ha bisogno di modificare le proprie trasmissioni "Otto e Mezzo" e "L'Infedele", ma solo il loro argomento.
Mentana, direttore editoriale di Canale 5, annuncia le dimissioni in quanto Mediaset ha preferito lasciare in onda il GF nonostante lui fosse pronto a coprire l'argomento con la sua trasmissione Matrix, completando il discorso con un attacco a Mediaset per cui solo l'audience è importante. Mentana, per essere onesti, non aveva proposto la cancellazione del Grande Fratello, ma più come proporre una serie di finestre informative all'interno della trasmissione della Marcuzzi.

Che la morte di Eluana fosse un evento da seguire e da trattare siamo tutti d'accordo. L'impatto che questa vicenda ha avuto sull'opinione pubblica è stato immenso, sia per il grande valore emotivo della cosa, sia per tutto quello che ha generato politicamente e sulla vita del paese. Ma questo, scusate, non basta a giustificare una copertura su tutte le televisioni. 5 reti su 8 hanno trattato l'argomento, 5 reti su 8. Sono tante. Mediaset ha coperto in maniera completa l'evento e tutto quello che ne era collegato (incluse le vergognose risse in Parlamento e le cazzate sparate da vari senatori), fornendo, però, una via d'uscita anche a coloro che, magari, volevano allontanarsi da questa storia, prendere una boccata d'aria e far rilassare il proprio cervello con qualcosa di leggero... finto... non impegnativo. Mediaset, in quanto televisione commerciale, ha voluto giustamente cavalcare questa necessità, pur mantenendo aperta la porta dell'informazione, presente su uno del canali dell'azienda.

Ma questa vicenda che si è svolta in casa Mediaset, è diventata la bandiera di tutta quella serie di intellettualoidi che giudicano chi guarda il Grande Fratello come dei cerebrolesi, unita a tutto il gruppo di fondamentalisti anti-berlusconiani che pur di criticare il Presidente del Consiglio sono disposti a saltare sul cavallo di chiunque faccia qualcosa contro di lui, direttamente o indirettamente. Mentana è diventato il martire dell'informazione, l'ultimo baluardo di un mondo che sta sparendo sotto le luci di trasmissioni idiote che cercano di annebbiare i cervelli o, peggio, è diventato Davide contro il Golia... "Berlusconi contro Mentana" ha detto una ascoltatrice durante la trasmissione di Ferrara "Parliamo con l'elefante" di questa mattina.

A me, francamente, tutta questa storia puzza di bruciato.
Ho grande rispetto (anche calcisticamente parlando) per Mentana che reputo un ottimo giornalista e conosco benissimo il suo odio per la ricerca della dietrologia... ma questo non mi toglie dalla testa che in questa situazione ci sia qualcosa di più profondo. Sono più che certo che l'intenzione di Mentana fosse quella di fornire la giusta informazione ad un evento che è stato reso importante proprio dall'opinione pubblica e sono certo che questo stesso evento facesse un po' a pugni con lo spirito del Grande Fratello. Ma non capisco perchè, davanti al fatto che l'azienda (Mediaset) stesse già coprendo la cosa in maniera completa con 2 reti, Mentana non abbia potuto accettato la cosa.

Faccio fatica a non vedere, in questa vicenda, un po' di narcisismo mediatico, necessità di "fare qualcosa io perchè so che lo faccio meglio" o, peggio, qualche rancore contro una azienda che contrappone a Mentana su Canale 5 il neo acquisto Chiambretti su Italia 1. Faccio fatica a credere che dietro queste dimissioni vi siano solo le ragioni di un dissenso su questa vicenda.

Io stesso, che ho vissuto con un fortissimo interesse questa triste storia, ho voluto guardare il Grande Fratello, nella speranza di riuscire a far rilassare le forti emozioni della notizia della morte di Eluana. Mentre guardavo il Grande Fratello, comunque, continuavo a informarmi con il mezzo più completo a mia disposizione (Internet) e versavo i miei pensieri su questo blog. Ma avrei anche avuto la libertà di cambiare canale e seguire Vespa, Fede o Lerner che trattavano l'argomento. Ma non ho voluto farlo.
E come me circa 9 milioni di persone hanno potuto scegliere, in libertà.