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martedì 17 marzo 2009

IT non significa Ignoranza Tecnologica!

Premessa: non capisco molto di economia. E forse proprio a causa di questa mia dichiarata ignoranza faccio ancora molta fatica a capire il perchè nei periodi di crisi moltissime aziende sviluppino progetti di riduzione dei costi senza porre la dovuta attenzione anche sulle spese superflue dei loro IT.
La mia personale opinione sull'argomento è terribilmente cruda quanto vera: la stragrande maggioranza di chi dirige l'IT non ha il coraggio di fare scelte fuori dal branco, ma preferisce sedersi su nomi famosi per avere il deretano protetto qualora qualcosa andasse male. Questo denota, però, una scarsissima conoscenza (e allo stesso tempo voglia di conoscere) di quello che la tecnologia ed il mercato offrono.
Mi ricordo, tanti anni fa, il direttore di un IT che cercava di spiegarmi come mai lui avesse deciso di passare dai PC di una sottomarca a quelli di un brand famoso e poichè per ogni suo punto trovavo una risposta adeguata che smontava la sua tesi, fu costretto alla fine ad ammettere che la scelta gli rendeva la vita più semplice in quanto se qualcosa fosse andato storto nessuno, dall'alto, avrebbe potuto obiettare la sua scelta.
Forse molti non lo ammetteranno, ma la pensano esattamente allo stesso identico modo ed è questa è la vera causa per cui spesso ci si trova in azienda ad avere dei costi esagerati per dei servizi (interni) che potrebbero essere molto più economici se progettati, costruiti e sviluppati con intelligenza e con la giusta apertura mentale... tanto, qualora ci sia un periodo di crisi... basta dare un piccolo taglio al personale e il gioco è fatto.

L'esempio più semplice ed immediato è Microsoft Office che ha un costo terribilmente esagerato se confrontato con quello di Open Office che è bene o male la stessa identica cosa. L'unico punto a favore della suite di Microsoft è la presenza di Access, che è a un livello superiore dell'equivalente di Open Office, ossia Base. Ma per il resto sono perfettamente equivalenti soprattutto se si considera che nel 95% dei casi chi utilizza la suite ne utilizza al massimo un 10%, forse 15%. Già solo l'eliminazione del costo delle licenze di questo prodotto porterebbe un sensibile risparmio in termini di costi annuali, a cui vanno poi aggiunti i risparmi di su possibili software aggiuntivi come quello per realizzare file in formato PDF che è integrato all'interno di Open Office. E ho, volutamente, tralasciato l'eventuale riduzione del quantitativo di dati 'salvati' sui vari sistemi (un documento Word è, senza motivo, un mangiaspazio).

Altro discorso è quello della posta dove esistono sia soluzioni gratuite che a pagamento, ma sempre meno costose della soluzione Exchange che viene solitamente scelta non tanto per reale conoscenza di quello che il mercato offre, ma perchè, esattamente come nel caso di Office, viene reputata uno standard dagli ignoranti. Spesso nessuno però considera che la soluzione Microsoft richiede 2 differenti canali di spesa: la prima è il puro costo del software e degli aggiornamenti/licenze annuali, la seconda è l'insieme di tutte quelle spese aggiuntive necessarie per far funzionare il sistema: costo dell'hardware (e per Exchange servono server ad alte prestazioni), l'energia elettrica che viene consumata per farlo andare e per tenerlo in temperatura, il team che deve stare dietro all'intero sistema (se non altro per le continue applicazioni di patch). E qui, però, non c'è affatto una soluzione gratuita perchè i sistemi free e Open Source richiederebbe comunque una manutenzione da parte di qualche sistemista (non necessariamente più limitata che quella di Exchange), richiederebbe dell'hardware (certamente meno costoso e potente) che comunque richiede energia elettrica sia per il funzionamento che per il condizionamento. L'importanza per la posta di un servizio sempre attivo e di facile utilizzo (per non parlare di integrazione con il resto del mondo) viene risolta da Google for Apps il servizio di Google (appunto) basato sulla tecnologia di GMail, che avrebbe il solo costo annuale, garantendo un servizio sempre attivo senza necessità di personale interno alla sua manutenzione, senza spese di hardware (acuisto e licenze e, soprattutto, servizi di supporto immediato on-site) e dell'energia elettrica necessaria al suo funzionamento... un unico costo annuale per un fior di servizio che include calendario, servizi SMS di notifica, servizi per i cellulari e, allo stesso tempo, un alto numero di servizi di "collaborazione" (instant messaging, condivisione documenti e video) che permetterebbo al team di lavorare anche meglio... tutte cose che Microsoft fa pagare o come plug-in del proprio Exchange o tramite software esterni.

Forse bisognerebbe, proprio nei periodi di crisi, avere il coraggio di rischiare di più e guardare bene e con attenzione, quali cordoni ombelicali marci possono essere tagliati... senza che questo significhi perdere la qualità dei servizi.

E se ci si rende conto che questo lo sta facendo anche Obama nella sua amministrazione, forse è veramente il caso di meditarci sopra!

mercoledì 21 gennaio 2009

Le lezioni di marketing di Microsoft e del Milan.

In questo mese credo di aver assistito a 2 grandi lezioni di marketing, che nonostante fossero parzialmente involontarie (soprattutto nel secondo esempio), hanno sortito l'effetto degno di una costosa e fantastica campagna pubblicitaria. Ma andiamo per gradi e preparatevi... è un post lungo!

Il mondo del calcio ricorderà Lunedì 19 Gennaio 2009 come il Kakà-day... per una volta non a causa di qualche impresa sul campo. Per l'intera giornata, infatti, non si è parlato d'altro che dell'incredibile offerta del Manchester City (di non ricordo quale sceicco), del si di crapa-pelata Galliani e del padre-procuratore del giocatore, del no di Kakà e della telefonata di Berlusconi all'immortale palla al piede del giornalismo calcistico Biscardi. Ma a mente fredda, ho visto l'intera vicenda sotto un aspetto differente.
Ultimamente il Milan stava perdendo un po' di importanza e presenza mediatica, nonostante l'arrivo di Beckam e non solo a causa di una stagione molto inferiore alle aspettative. Allo stesso tempo i tifosi milanisti (e ne conosco tanti) mostravano un po' di malumore siao per l'atteggiamento societario poco attento sia per il poco interesse di Berlusconi verso la sua squadra (magari perchè è impegnato a fare qualcosa un pelo più importante).
In questo quadretto familiare ecco che arriva lo sceicco che ha comperato una squadra inglese, che decide che per vincere bisogna prendere il meglio sul mercato (da interista bastava che contattasse Moratti per capire che non è proprio così che funziona) e fa una mega offerta per Kakà... si parla di 100, 110, 120, 150 milioni. Con queste cifre quello che penso sia successo è che Berlusconi ha detto a Galliani di andare avanti... e mentre questa trattativa proseguiva (pubblicamente in segreto) la tifoseria milanista si scatenava in difesa del gioiello brasiliano generando ancora più attenzione ed interesse. Tutti i media, non solo quelli sportivi, iniziano a trattare l'argomento, lasciando quasi in secondo piano le preparazioni dell'imminente insediamento del primo presidente americano di colore (in Italia è cosa da poco davanti al calcio). Tutto viene gestito con maestria. Per l'intera giornata le notizie trapelano con una frequenza calcolatra, piano piano, seguendo una perfetta sinusoide: va, non va, ma si che va, ma no, rimane, ma oramai va. Nel frattempo fioccano interviste a chiunque, dall'opinionista che deve sempre aprire bocca al politico, dall'esperto o pseudo-tale allo stilista o ex-grandefratellino di turno, mentre i siti che parlano di calcio e in particolare di calciomercato ricevono un numero incredibile di visite. E quando tutti sono oramai in trepida attesa della "triste" notizia, ecco che scatta l'ora Berlusconi che telefona in diretta tv e comunica quanto ammirevole sia Kakà che ha deciso di seguire il cuore e rimanere nel Milan, rinunciando ad uno stipendio miliardario.
Un vero capolavoro!

Il caso Microsoft, al contrario, è forse più casuale ma notevolmente più interessante. Windows Vista è stato un vero e proprio disastro che sin dalla sua nascita ha seriamente scalfito l'immagine del colosso Microsoft: è uscito notevolmente in ritardo rispetto alle date che venivano spesso modificate a causa di non si sa bene quali problemi. Si presentava come il sistema operativo che prometteva di essere la porta d'ingresso al futuro, dando risposte ai grandi difetti dei Windows precedenti, primi fra tutti la sicurezza e la facilità d'uso, il tutto accompagnato da una campagna pubblicitaria veramente affascinante ("wow"). Ma, come tutti sanno, il risultato è stato l'esatto opposto. Non ho mai incontrato un utente di Vista che non avesse qualcosa di cui lamentarsi e che fosse anche minimamente contento; nessuna società (seria) ha voluto rischiare di introdurlo; i numerosissimi problemi e i numeri contrastanti selle vendite hanno avuto un grande eco sui media.
Poi è stato annunciato Windows 7, un po' in sordina all'inizio, ma che piano piano ha iniziato a imporre la sua presenza sino all'uscita, all'inizio di Gennaio 2009, della versione beta. Ed ecco il miracolo di marketing di Microsoft che, grazie all'aiuto di molta stampa amica e prima degli utenti fedelissimi e poi di quelli esasperati, ha presentato Windows 7 mettendolo a confronto sul lato tecnologico prestazionale, funzionale e qualitativo con il vecchio XP, più vecchio di 8 anni (secoli, informaticamente parlando) e sul lato temporale con Vista (vecchio solo di un paio d'anni). Insomma tutti coloro che lo hanno provato sono rimasti impressi in maniera positiva dagli incredibili miglioramenti rispetto a XP in un paio d'anni. E questo sta già dando i suoi frutti dal punto di vista dell'immagine.
Grandi!

Non so quanto gli espertoni di marketing possano essere d'accordo con me (e francamente non mi interessa minimamante). Certo è che il buon marketing o, meglio, il perfetto marketing non è necessariamente quello studiato a tavolino, ma è, a mio modesto parere, la capacità di sfruttare al meglio gli avvenimenti negativi per ribaltarli a totale favore, sapendo abilmente sfruttare l'ingenuità del 95% della popolazione mondiale.

Sotto questo aspetto il marketing diventa affascinante... ed il fatto che a dirlo sia un informatico e il il fatto che state leggendo queste ultime righe... significa che in fondo anche voi ne siete rimasti colpiti.

giovedì 8 gennaio 2009

... quest'altranno userà la finestra numero 7...

Da quando il mondo è mondo le nuove versioni sono un passo avanti rispetto alle precedenti e non solo nell'ambito tecnologico, dove questo è più evidente, ma ovunque. E' quindi normale che quando viene presentato qualcosa di nuovo ci si aspetti dei miglioramenti, focalizzando l'attenzione solo gli aspetti realmente innovativi o i grossi passi avanti.
Ma quando si parla di Microsoft, ecco che accade qualcosa di diverso. Diciamoci la verità... già poco dopo l'uscita di Windows Vista, gli utenti Microsoft hanno sperato in Windows 7, senza nemmeno conoscerne il nome e anche i più fedeli integralisti microsoftiani (e ce ne sono tanti) hanno riconosciuto che Vista è stato una dei tanti errori di Microsoft da quando Gates ha lasciato il suo posto a Ballmer.
Tutti i siti, tutte le news, tutti i post dei blog che parlano di questa nuova versione, esaltano il fatto che Windows 7 è più veloce "anche di XP", ossia di un sistema operativo che è vecchio di 8 anni. Mi sarei aspettato solo il confronto con Vista, invece no, tutti (a partire dai fondamentalisti di cui sopra) a sottolineare in che i test sulla beta dimostrano che Windows 7 è più veloci di Vista e di XP.
Non so voi, ma io trovo questa esaltazione ridicola e triste... più triste che ridicola se si pensa che ci sono case di software che stentano a sopravvivere pur sviluppando prodotti ad altissimo livello, mentre Microsoft sopravvive di rendita con prodotti copiati, comperati o scritti male (vedi il bug dell'anno bisestile sullo Zune 30GB).

La mia speranzaè che questa volta sia tutto vero e che Windows 7 sia un passo avanti. Altrimenti, come già successo con Vista, Microsoft darà la colpa ai costruttori di hardware... su queste cose sono non hanno rivali!