E' da qualche giorno che vado in giro per la rete a cercare qualche dato sul numero di immigrati accolti dal vaticano e non riesco a trovarne nemmeno uno. Ho provato di tutto... ma nulla da fare. Non c'è proprio modo di sapere il numero di immigrati clandestini che sono stati accolti in vaticano.
Eppure, ogni giorno, leggo che il papa o uno dei suoi schiavetti parlano di immigrazione come se fosse un argomento che loro conoscono bene e che loro affrontano quotidianamente, anche perchè è da tempo che ne parlano come se fosse un problema loro.
A gennaio del 2008 Don Jean Berchmans (direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Lucca) disse che "La Chiesa non si tira indietro. Al contrario essa si sente chiamata ad impegnarsi in prima linea invitando tutti i cristiani ad adoperarsi per accogliere i cittadini stranieri, e per dar loro un aiuto anche spirituale, non solo materiale." Parole in qualche modo confermate dal capo dello stato del vaticano che nel maggio dello stesso anno ha raccomandato alle diocesi una "sollecitudine pastorale" verso la famiglia migrante e per quella in mobilità. Oltretutto pochi giorni dopo, a giugno Marchetto, il segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei migranti, che al termine di un lungo discorso in un linguaggio colto e ricco di citazioni latine ha concluso con la frase "Stiamo calando nell'accoglienza? E' li' che la Chiesa deve insistere".
A dire il vero dopo aver letto queste parole (e tante altre pronunciate dai vari cagnolini al guinzaglio del pastore tedesco) mi è apparsa un po' strana l'uscita di De Rubeis, sindaco di Lampedusa, che all'inizio di agosto del 2008: "Che il Vaticano la smetta di bacchettare il governo centrale e apra le porte dei conventi, dei seminari ormai deserti, delle abbazie affinché donne e bambini immigrati vengano ospitati dalla Chiesa. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e non commetta altri errori, come quelli commessi in passato, restando silenziosa a fenomeni epocali dove c'è morte".
Parole, queste, che non solo suonano strane dopo tutta l'immensa disponibilità dimostrata dalla chiesa (e si sa che loro rispettano l'ottavo comandamento e, quindi, "attesterebbero mai il falso"), ma sono smentite certamente dalle parole dell'Osservatore Romano che all'inizio di settembre (sempre 2008) spiega che la "visione della Chiesa sull’immigrazione mostra forte senso della realtà. Abbiamo bisogno di immigrati". E' proprio questa frase che mi ha fatto iniziare le ricerche in rete... ma nulla. Eppure è chiara. Loro dicono che hanno bisogno di immigrati! Forse questi numeri sono nascosti perchè "La santa sede invita a non vedere gli immigrati come mere cifre"? Sarà...
D'altra parte ce ne devono essere perchè nel febbraio 2009 il mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, dice chiaramente "Una volta arrivati nel nostro Paese, gli immigrati sono persone, di cui vanno riconosciuti e difesi i diritti fondamentali alla vita, alla salute e tutte quelle esigenze che permettono di che una persona è davvero rispettata"... difficile quindi immaginare che lui menta su ciò che avviene nel suo paese (il Vaticano, appunto). A marzo, poi, la stessa Cei fa un appello "chi arriva sul territorio nazionale va accolto e accompagnato"... peccato che chi ha copiato la notizia ansa ha tagliato quella che probabilmente è la parte finale della frase, ossia "nel nostro paese, il vaticano".
Visto l'altissimo numero di esternazioni, interventi e proclami, avrei potuto continuare con questa analisi o farla molto più approfondita. La realtà, triste, è che di immigrati in vaticano non ce ne sono. Punto. Loro parlano, invitano gli altri alla carità cristiana ma loro non ne vogliono sapere. Ci si chiede dove siano finiti gli insegnamenti biblici che invitano la chiesa ad aprire le porte del tempio per accogliere tutti. Scommetto che se prendessi 100 immigrati e li portassi in una chiesa, non penso che verrebbero accettati... così come non verrebbero ospitati all'interno delle porte dell stato del vaticano o della stessa chiesa di San Pietro.
Le parole sono belle. Molto belle. Veramente molto , ma molto belle.
Monsignore Vegliò, (quello contro cui si è scatenato il neurone impazzito di Calderoli e per una volta devo pure dargli ragione), fu intervistato alla fine di giugno 2009 sull'argomento immigrazione da Radio Vaticana. Nell'intervista sono stato colpito da una serie di frasi, prima fra tutte questa: "Nello stesso tempo, essa [la chiesa nda], incoraggia lo spirito di accoglienza e di solidarietà della società di arrivo". Già... incoraggia... della società di arrivo. E perchè loro non iniziano ad accogliere gli immigrati e mostrano a tutto il mondo come si deve fare? Perchè non vanno a ricevere loro qualche barcone accompagnandoli con "umanità" a casa loro, fornendogli assistenza sanitaria e sociale, acqua, cibo... trovandogli un lavoro?
C'è una frase volgare che, a dire il vero, nella forma originale non mi piace molto... "facile fare i froci con il culo degli altri". E' una frase terribilmente brutta, ma che si può modificare per la chiesa: "facile fare i moralisti coi problemi degli altri".
E la chiesa, pastore tedesco in primis, è campione in questa cosa.
mercoledì 26 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
Omosessualità e la 'parola' di dio...
La dottoressa Laura Schlesinger è una famosa giornalista della radio americana e nella sua trasmissione dispensa consigli alle persone che telefonano. Qualche tempo fa, Laura ha affermato che l’omosessualità, secondo la Bibbia (Lev.18:22), e’ un abominio e non può essere tollerata in alcun caso.
La seguente è una lettera spedita alla signora Schlesinger.
“Cara Dottoressa Schlesinger, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con più persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio e la discussione volge istantaneamente al termine.
Però, avrei bisogno di alcuni consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e su come applicarle.
1. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
2. Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lev. 1.9). Il problema è con i miei vicini. I blasfemi sostengono che l’odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
3. So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.). Il problema è: come faccio a sapere questa cosa? Chiedo un certificato o glielo domando direttament ? Dice che rischio un ceffone?
4. Lev. 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perchè non posso possedere schiavi francesi?
5. Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Lev. 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
7. Lev. 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere…. La mia vista deve per forza essere 10 decimi, o c’è qualche scappatoia alla questione?
8. Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Lev. 19:19, poichè ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perchè usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. E’ proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Lev 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna e immutabile. Sempre suo ammiratore devoto !”
Questa è una nota su facebook che è stata intelligentemente condivisa da Chikka. Ringrazio lei ma, soprattutto, ringrazio (anche se non la conosco) Patrizia, l'autrice della nota stessa.
La seguente è una lettera spedita alla signora Schlesinger.
“Cara Dottoressa Schlesinger, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con più persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio e la discussione volge istantaneamente al termine.
Però, avrei bisogno di alcuni consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e su come applicarle.
1. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
2. Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lev. 1.9). Il problema è con i miei vicini. I blasfemi sostengono che l’odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
3. So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.). Il problema è: come faccio a sapere questa cosa? Chiedo un certificato o glielo domando direttament ? Dice che rischio un ceffone?
4. Lev. 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perchè non posso possedere schiavi francesi?
5. Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Lev. 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
7. Lev. 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere…. La mia vista deve per forza essere 10 decimi, o c’è qualche scappatoia alla questione?
8. Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Lev. 19:19, poichè ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perchè usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. E’ proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Lev 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna e immutabile. Sempre suo ammiratore devoto !”
Questa è una nota su facebook che è stata intelligentemente condivisa da Chikka. Ringrazio lei ma, soprattutto, ringrazio (anche se non la conosco) Patrizia, l'autrice della nota stessa.
Etichette:
chiesa,
disonestà,
grandi domande
giovedì 20 agosto 2009
Da che pulpito... Lega
Seconda puntata della serie "Da che pulpito", questa volta dedicata alla Lega, in generale, (se non altro perchè per riuscire a fare un numero di neuroni sufficienti per una discussione intelligente è necessario riunirne un po') e alle varie "esternazioni" (non è proprio il termine giusto...) relative ai festeggiamenti sull'Unità d'Italia previste per il marzo del 2011. Le due migliori sono: "In un momento come questo vanno evitate le celebrazioni elefantiache, le spese inutili e frammentate in mille rivoli. Altre sono le priorità e le esigenze della gente" e "Personalmente sono dell'idea che sulle celebrazioni ci sia da fare una valutazione attenta in un momento di crisi così grave", pronunciate rispettivamente due luminari, spero prossimi premi Nobel, Roberto Coda e Roberto Calderoli.
La loro presenza in questo blog non è tanto per il contenuto, sul quale a dire il vero si potrebbe anche discutere, ma sulla loro provenienza visto che sono entrambi rappresentanti "illustri" di un partito che ha fatto i capricci affinchè fossero buttati al vento centinaia di milioni di euro per far fallire un referendum. E tutto questo neanche 6 mesi fa, quindi già in piena crisi e poco dopo il terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
E' quindi piuttosto "particolare" che i rappresentanti della Lega parlino di valutare le spese inutili, sottolineando il grave periodo di crisi del paese, quando loro stessi sono stati i primi a voler sprecare dei soldi per far fallire un referendum che, a dire il vero, sarebbe fallito comunque. E' vergognoso che l'arma dello "spreco" venga usato solo ed esclusivamente per attaccare o per impedire ad altri di fare qualcosa, ma sia totalmente ignorato quando sprecare inutilmente dei soldi pubblici serve a raggiungere un proprio scopo. E' allucinante che certi giornalisti mettano in evidenza queste affermazioni e non abbiano la serietà e la professionalità di chiedere a questi primati dal pollice opponibile perchè ora sono tanto attenti alle spese, quando qualche mese fa erano così spendaccioni.dipende dal vestiro che indosso
D'altra parte si parla di Lega... difficile pretendere coerenza e serietà, no?
La loro presenza in questo blog non è tanto per il contenuto, sul quale a dire il vero si potrebbe anche discutere, ma sulla loro provenienza visto che sono entrambi rappresentanti "illustri" di un partito che ha fatto i capricci affinchè fossero buttati al vento centinaia di milioni di euro per far fallire un referendum. E tutto questo neanche 6 mesi fa, quindi già in piena crisi e poco dopo il terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
E' quindi piuttosto "particolare" che i rappresentanti della Lega parlino di valutare le spese inutili, sottolineando il grave periodo di crisi del paese, quando loro stessi sono stati i primi a voler sprecare dei soldi per far fallire un referendum che, a dire il vero, sarebbe fallito comunque. E' vergognoso che l'arma dello "spreco" venga usato solo ed esclusivamente per attaccare o per impedire ad altri di fare qualcosa, ma sia totalmente ignorato quando sprecare inutilmente dei soldi pubblici serve a raggiungere un proprio scopo. E' allucinante che certi giornalisti mettano in evidenza queste affermazioni e non abbiano la serietà e la professionalità di chiedere a questi primati dal pollice opponibile perchè ora sono tanto attenti alle spese, quando qualche mese fa erano così spendaccioni.dipende dal vestiro che indosso
D'altra parte si parla di Lega... difficile pretendere coerenza e serietà, no?
Etichette:
da che pulpito,
incoerenza,
lega,
politica
martedì 18 agosto 2009
Bossi e i danni della vecchiaia
Nelle tribù i capi sono sempre molto protettivi con i propri sudditi e Bossi ne è una dimostrazione lampante: le sue uscite post-ferragostiane hanno raggiunto lo scopo (tra l'altro molto difficile) di far sembrare le parole di Zaia molto intelligenti e sensate e le numerose proposte di Salvini delle vere e proprie genialate.
Secondo quel vecchietto, l'inno nazionale italiano non lo conosce nessuno, affermazione comprensibile in quanto espressa da una persona così anziana: quell'età, infatti, è normale applicare al resto del mondo quello che succede nel proprio piccolo e limitato ambiente. Avere un figlio che ha impiegato anni per riuscire a fare la maturità (qualcuno si chiede ancora se ci sia stato un aiuto dall'alto), essere circondato da luminari come Calderoli, Borghezio, Salvini e molti dei suoi elettori, hanno certo collaborato a disegnare intorno a lui un mondo irreale dove la gente fischietta per le strade il 'Va Pensiero' ma non conosce l'inno di Mameli...
Fortunatamente l'Italia, quella reale, è diversa. Nicole, che ha 4 anni, lo conosce e lo canta, avendolo imparato a scuola. Allo stesso tempo difficile non rendersi conto come, nell'ultimo decennio, sia particolare che in quasi tutti gli eventi sportivi in cui l'Italia viene rappresentata (calcio in primis) il pubblico e gli stessi atleti lo cantino.
Certo, sono il primo a riconoscere che non è il massimo, che è molto più marcetta che inno nazionale, soprattutto se paragonato a quelli di altri paesi (i primi 2 che mi vengono in mente sono Germania o Russia), ma l'uscita di Bossi non ha certo nulla a che vedere con le caratteristiche sonore del pezzo musicale, ma solo con la solita sterile polemica che in qualche modo fa tutto capo al famoso Roma Ladrona che, come ho già avuto modo di dimostrare, è solo invidia.
A completare la vicenda, già sufficientemente ridicola, si aggiunge il repentino cambiamento di rotta del giorno dopo: una fantastica smentita tipica di chi, probabilmente, deve avere qualche problema di controllo e di filtro tra il cervello e la bocca, problemi tipici dei vecchi, anche se credo che sia necessario che qualcuno inizi a studiare il perchè questo femonemo sia spesso, troppo spesso, legato a rappresentanti della Lega Nord.
Secondo quel vecchietto, l'inno nazionale italiano non lo conosce nessuno, affermazione comprensibile in quanto espressa da una persona così anziana: quell'età, infatti, è normale applicare al resto del mondo quello che succede nel proprio piccolo e limitato ambiente. Avere un figlio che ha impiegato anni per riuscire a fare la maturità (qualcuno si chiede ancora se ci sia stato un aiuto dall'alto), essere circondato da luminari come Calderoli, Borghezio, Salvini e molti dei suoi elettori, hanno certo collaborato a disegnare intorno a lui un mondo irreale dove la gente fischietta per le strade il 'Va Pensiero' ma non conosce l'inno di Mameli...
Fortunatamente l'Italia, quella reale, è diversa. Nicole, che ha 4 anni, lo conosce e lo canta, avendolo imparato a scuola. Allo stesso tempo difficile non rendersi conto come, nell'ultimo decennio, sia particolare che in quasi tutti gli eventi sportivi in cui l'Italia viene rappresentata (calcio in primis) il pubblico e gli stessi atleti lo cantino.
Certo, sono il primo a riconoscere che non è il massimo, che è molto più marcetta che inno nazionale, soprattutto se paragonato a quelli di altri paesi (i primi 2 che mi vengono in mente sono Germania o Russia), ma l'uscita di Bossi non ha certo nulla a che vedere con le caratteristiche sonore del pezzo musicale, ma solo con la solita sterile polemica che in qualche modo fa tutto capo al famoso Roma Ladrona che, come ho già avuto modo di dimostrare, è solo invidia.
A completare la vicenda, già sufficientemente ridicola, si aggiunge il repentino cambiamento di rotta del giorno dopo: una fantastica smentita tipica di chi, probabilmente, deve avere qualche problema di controllo e di filtro tra il cervello e la bocca, problemi tipici dei vecchi, anche se credo che sia necessario che qualcuno inizi a studiare il perchè questo femonemo sia spesso, troppo spesso, legato a rappresentanti della Lega Nord.
Etichette:
intelligenza,
lega,
nicole,
politica
venerdì 14 agosto 2009
Basta che non promuovano i valori della Lega...
"La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay". A pronunciare questa immane stronzata è stato Luca Zaia, ministro per l'agricoltura, colui che fino a qualche giorno fa consideravo uno dei pochissimi e rarissimi casi di leghista con cervello. Una conferma della verità del proverbio "chi va con lo zoppo impara a zoppicare"... i neuroni di Zaia si sono suicidati per la troppa e continua vicinanza a esempi di intelligenza come Salvini, Calderoli o Borghezio ed una ulteriore conferma alle teorie che vedono l'uomo discendere dalle scimmie... anche se in casi come questi l'evoluzione si è limitata al solo aspetto estetico.
Ma non è tutto qui. Il ministro ha spiegato: "Sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari". Insomma, nessun editto bulgaro "perchè", insiste Zaia, "la tv deve dare spazio a tutti ma la priorità della Rai deve essere promuovere la famiglia".
Dovrei chiudere il post qui, perchè queste frasi si commentano da sole, ma la mia vena polemica me lo impedisce sino a voler fare una domanda a Zaia: "se la 'priorità' della Rai è promuovere la famiglia, perchè prendersela con i gay e non con i numerosi politici (Berlusconi in primis), presentatori (Simona Ventura per citarne una), vallette e trasmissioni che poco hanno a che vedere con il concetto di famiglia tanto caro a Zaia?"
Il problema, dal mio punto di vista, è che di Zaia se ne parla poco e al posto di agire e lavorare seriamente per fare e costruire quacosa di buono e di positivo per l'Italia, è più facile aprire bocca e dar fiato ai denti.
Ma non è tutto qui. Il ministro ha spiegato: "Sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari". Insomma, nessun editto bulgaro "perchè", insiste Zaia, "la tv deve dare spazio a tutti ma la priorità della Rai deve essere promuovere la famiglia".
Dovrei chiudere il post qui, perchè queste frasi si commentano da sole, ma la mia vena polemica me lo impedisce sino a voler fare una domanda a Zaia: "se la 'priorità' della Rai è promuovere la famiglia, perchè prendersela con i gay e non con i numerosi politici (Berlusconi in primis), presentatori (Simona Ventura per citarne una), vallette e trasmissioni che poco hanno a che vedere con il concetto di famiglia tanto caro a Zaia?"
Il problema, dal mio punto di vista, è che di Zaia se ne parla poco e al posto di agire e lavorare seriamente per fare e costruire quacosa di buono e di positivo per l'Italia, è più facile aprire bocca e dar fiato ai denti.
Etichette:
ignoranza,
lega,
omosessualità,
televisione
venerdì 31 luglio 2009
Da che pulpito... Di Pietro
A dire il vero potrei utilizzare questo titolo per mille motivi, ma sono per caso capitato su un blog che riportava le parole dirette a Berlusconi, che il ducetto Di Pietro ha pronunciato il 29 Luglio 2009 nell'aula di Montecitorio: "A lei tutti i messaggi del Capo dello Stato gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. Lei non rispetta il presidente della Repubblica." Non voglio entrare nel merito del decreto... ma se c'è una persona che non può permettersi di dire agli altri di portare rispetto per il Presidente della Repubblica è proprio lui.
Bisognerebbe ricordare che il wanna-be-berlusconi Di Pietro il 3 Febbraio 2009 è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l'accusa di Offesa all'Onore o al Prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del codice penale) in riferimento al suo intervento durante la manifestazione del Gennaio 2009 dove disse, riferendosi proprio al Capo dello Stato, "A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo?", aggiungendo dopo, "Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso".
Ma non ci si può e non ci si deve fermare qui, visto che la raccolta di momenti di poco o nessun rispetto di questo analfabeta verso la più alta carica dello Stato sono numerosi. Girando in rete è facile trovare gli articoli dei giornali che riportano di quando gli diede del "papista" o dell'"ipocrita". Di quando indirettamente lo accusa di non conoscere la Costituzione o direttamente oppure in maniera indiretta acquistando una pagina sull'Herald Tribune durante il G8.
Sarebbe quindi il caso che qualcuno si sieda di fianco a questo primate dal pollice opponibile e gli spieghi in una lingua che lui possa comprendere (quindi non certo un italiano corretto) e magari con l'aiuto di gesti e di disegnini, che prima di criticare gli altri per come si comportano con il Presidente della Repubblica, lui dovrebbe imparare ad avere per primo il dovuto rispetto verso quella carica.
Impresa ardua, se non impossibile, lo so...
Bisognerebbe ricordare che il wanna-be-berlusconi Di Pietro il 3 Febbraio 2009 è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l'accusa di Offesa all'Onore o al Prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del codice penale) in riferimento al suo intervento durante la manifestazione del Gennaio 2009 dove disse, riferendosi proprio al Capo dello Stato, "A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo?", aggiungendo dopo, "Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso".
Ma non ci si può e non ci si deve fermare qui, visto che la raccolta di momenti di poco o nessun rispetto di questo analfabeta verso la più alta carica dello Stato sono numerosi. Girando in rete è facile trovare gli articoli dei giornali che riportano di quando gli diede del "papista" o dell'"ipocrita". Di quando indirettamente lo accusa di non conoscere la Costituzione o direttamente oppure in maniera indiretta acquistando una pagina sull'Herald Tribune durante il G8.
Sarebbe quindi il caso che qualcuno si sieda di fianco a questo primate dal pollice opponibile e gli spieghi in una lingua che lui possa comprendere (quindi non certo un italiano corretto) e magari con l'aiuto di gesti e di disegnini, che prima di criticare gli altri per come si comportano con il Presidente della Repubblica, lui dovrebbe imparare ad avere per primo il dovuto rispetto verso quella carica.
Impresa ardua, se non impossibile, lo so...
Etichette:
berlusconi,
da che pulpito,
di pietro,
napolitano,
politica
giovedì 30 luglio 2009
L'incoerenza di Lega e De Magistris
Devo stare attento quando parlo (male) della Lega, perchè c'è un ex-collega ultraleghista che segue questo blog (ma perchè non la smette, mi chiedo) che si considera insultato ogni volta che questo accade. Speriamo non se la prenda anche con questo post.
Qualche giorno fa la Lega aveva proposto i "test di dialetto per i professori", scatenando (ovviamente) grosse polemiche. Oggi leggo che si parlava di "test regionali, ma non di dialetto". Incomma ancora una volta come già accaduto più volte (ad esempio la proposta delle carrozze speciali sulla metropolitana milanese) la Lega prima lancia un masso e poi immediatamente nasconde la mano e si difende diventando vittima di un regime che fraintende le loro parole e le loro proposte...
Questo atteggiamento, però, non è tipico della sola Lega, ma è anche di gente come Di Pietro (prima raccoglie le firme per i referendum sul sistema elettorale facendo spendere soldi allo stato e poi li fa fallire) o come Veltroni (quello che aveva dichiarato in Tv che avrebbe smesso di fare politica dopo il mandato di sindaco a Roma e poi si è candidato alle elezioni del 2008) o, ultima fra tutti, la starlette televisiva De Magistris.
Si, proprio quel De Magistris che durante la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura alle europee (insieme al wanna-be-duce Di Pietro) a chi gli chiedeva se avrebbe continuato la sua carriera di magistrato rispose: "La mia una scelta di vita. Ho da poco superato i quarant'anni e intendo iniziare una nuova esperienza da cui non tornero' indietro. La mia e' una scelta irreversibile anche qualora non dovessi essere eletto". Lo stesso ducetto Di Pietro confermò: "De Magistris si dimetterà dalla magistratura subito dopo le elezioni, lo assicuro. Anche lui, come me, pensa che sia una strada senza ritorno una volta che da magistrato si passa alla politica". (AdnKronos)
Purtroppo proiprio quest'ultima affermazione è tragicamente falsa. Le sue parole sono molto chiare: "Il mestiere di magistrato che ho svolto per quindici anni non è un abito che si dismette e si getta via" e il fatto che abbia chiesto ed ottenuto l'aspettativa per tutta la durata del mandato la dice lunga sulla sua reale volontà di abbandonare la magistratura. E' meglio avere i piedi in più scarpe qualora l'esperienza in Europa non sia abbastanza remunerativa, vero?
Francamente a questo punto le sue parole "Detto questo, confermo che non rientrerò in magistratura e che mi dimetterò. Ma i tempi delle mie dimissioni non me li farò indicare o dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza", riportate da un articolo su Corriere.it, suonano molto male, soprattutto visto che si parte già con una promessa non mantenuta e la storia del "in quella lettera di dimissioni dovrò indicare precisamente anche chi saranno i responsabili morali e istituzionali della mia cacciata dalla magistratura, che è stato un fatto senza precedenti nella storia giudiziaria del nostro Paese e che non dovrà passare sotto silenzio. Per questo sto scegliendo tempi e modi opportuni affinche il Paese sappia quale è lo stato di salute della magistratura nel nostro Paese." (intervista a Radio 24 del 29 Luglio 2009) suona proprio come un modo per imbonire il proprio elettorato.
La verità è che potrebbe benissimo dare le dimissioni immediatamente e poi portare avanti la sua battaglia contro quella "magistratura politicizzata" (quindi confermando quello che dice da decennilo stesso Berlusconi) che lo ha costretto ad andarsene. Ma questo rischierebbe di non farlo apparire in TV abbastanza.
Continuo a ricordare che i veri magistrati, quelli che combattevano contro la politica, quelli che andavano avanti nonostante fossero ostacolati da tutti, non andavano in TV, non lasciavano la magistratura per il parlamento europeo... ma andavano avanti. Avanti fino alla morte. Giovanni Falcone... Paolo Borsellino. Per favore, non avviciniamoli nemmeno lontanamente a gente come Di Pietro o De Magistris.
Qualche giorno fa la Lega aveva proposto i "test di dialetto per i professori", scatenando (ovviamente) grosse polemiche. Oggi leggo che si parlava di "test regionali, ma non di dialetto". Incomma ancora una volta come già accaduto più volte (ad esempio la proposta delle carrozze speciali sulla metropolitana milanese) la Lega prima lancia un masso e poi immediatamente nasconde la mano e si difende diventando vittima di un regime che fraintende le loro parole e le loro proposte...
Questo atteggiamento, però, non è tipico della sola Lega, ma è anche di gente come Di Pietro (prima raccoglie le firme per i referendum sul sistema elettorale facendo spendere soldi allo stato e poi li fa fallire) o come Veltroni (quello che aveva dichiarato in Tv che avrebbe smesso di fare politica dopo il mandato di sindaco a Roma e poi si è candidato alle elezioni del 2008) o, ultima fra tutti, la starlette televisiva De Magistris.
Si, proprio quel De Magistris che durante la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura alle europee (insieme al wanna-be-duce Di Pietro) a chi gli chiedeva se avrebbe continuato la sua carriera di magistrato rispose: "La mia una scelta di vita. Ho da poco superato i quarant'anni e intendo iniziare una nuova esperienza da cui non tornero' indietro. La mia e' una scelta irreversibile anche qualora non dovessi essere eletto". Lo stesso ducetto Di Pietro confermò: "De Magistris si dimetterà dalla magistratura subito dopo le elezioni, lo assicuro. Anche lui, come me, pensa che sia una strada senza ritorno una volta che da magistrato si passa alla politica". (AdnKronos)
Purtroppo proiprio quest'ultima affermazione è tragicamente falsa. Le sue parole sono molto chiare: "Il mestiere di magistrato che ho svolto per quindici anni non è un abito che si dismette e si getta via" e il fatto che abbia chiesto ed ottenuto l'aspettativa per tutta la durata del mandato la dice lunga sulla sua reale volontà di abbandonare la magistratura. E' meglio avere i piedi in più scarpe qualora l'esperienza in Europa non sia abbastanza remunerativa, vero?
Francamente a questo punto le sue parole "Detto questo, confermo che non rientrerò in magistratura e che mi dimetterò. Ma i tempi delle mie dimissioni non me li farò indicare o dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza", riportate da un articolo su Corriere.it, suonano molto male, soprattutto visto che si parte già con una promessa non mantenuta e la storia del "in quella lettera di dimissioni dovrò indicare precisamente anche chi saranno i responsabili morali e istituzionali della mia cacciata dalla magistratura, che è stato un fatto senza precedenti nella storia giudiziaria del nostro Paese e che non dovrà passare sotto silenzio. Per questo sto scegliendo tempi e modi opportuni affinche il Paese sappia quale è lo stato di salute della magistratura nel nostro Paese." (intervista a Radio 24 del 29 Luglio 2009) suona proprio come un modo per imbonire il proprio elettorato.
La verità è che potrebbe benissimo dare le dimissioni immediatamente e poi portare avanti la sua battaglia contro quella "magistratura politicizzata" (quindi confermando quello che dice da decennilo stesso Berlusconi) che lo ha costretto ad andarsene. Ma questo rischierebbe di non farlo apparire in TV abbastanza.
Continuo a ricordare che i veri magistrati, quelli che combattevano contro la politica, quelli che andavano avanti nonostante fossero ostacolati da tutti, non andavano in TV, non lasciavano la magistratura per il parlamento europeo... ma andavano avanti. Avanti fino alla morte. Giovanni Falcone... Paolo Borsellino. Per favore, non avviciniamoli nemmeno lontanamente a gente come Di Pietro o De Magistris.
Etichette:
da che pulpito,
de magistris,
di pietro,
disonestà,
falcone e borsellino,
lega,
politica,
vergogna
Iscriviti a:
Post (Atom)